16.10.2026

Stellantis, cassa in calo del 30% nel 2026 un nuovo motore ibrido per Pratola Serra

  • La Repubblica

La cassa integrazione continuerà a calare negli stabilimenti italiani di Stellantis. A fine 2026, in rapporto all’anno precedente, la riduzione sarà pari al 30%. Numero indicato dal responsabile delle risorse umane e relazioni industriali, Giuseppe Manca, ai sindacati nell’incontro di ieri a Roma.
Questo non vuol dire azzeramento degli ammortizzatori sociali, viste le situazioni critiche.
Quella più grave a Cassino, dove gli operai lavorano pochi giorni al mese e sono in attesa di un piano di rilancio che si chiarirà a dicembre, quando all’Investor Day a Modena saranno indicate le prospettive su Maserati e la fabbrica laziale. Poi c’è il caso Mirafiori, dove la 500 ha prodotto effetti positivi per il sito di Torino, ma meno di quelli sperati. Gli operai ad ottobre sono tornati in cassa. Nel 2026, però, la situazione è migliorata rispetto al 2025. E l’azienda ha
assunto mille persone a tempo indeterminato negli ultimi 24 mesi.
Manca ha poi spiegato che nella fabbrica di Pratola Serra, in provincia di Avellino, verrà avviata la sperimentazione di un motore diesel ibrido destinato al nuovo Ducato, atteso nel Il veicolo sarà prodotto ad Atessa, in provincia di Chieti: stabilimento su cui il costruttore italo francese ha previsto un investimento da un miliardo. Il secondo modello a
Mirafiori? È una possibilità, a patto che Stellantis possa sfruttare condizioni più competitive su costi energetici e logistica.
I sindacati hanno posizioni diverse. La Fim-Cisl vede segnali incoraggianti su Cassino e Termoli, mentre su Mirafiori ci sono possibilità. Secondo la Fiom-Cgil, invece, il quadro non è mutato: nessuna novità e nessuna certezza. La Fismic-Confsal apprezza l’obiettivo di ridurre la Cigs, ma chiede nuovi investimenti per garantire l’occupazione. La Uilm chiede un secondo modello per Mirafiori, un progetto chiaro per Cassino su Maserati e Alfa Romeo. E poi nuovi motori ibridi per Termoli e un confronto sulla realizzazione di una gigafactory. Invoca poi maggiore flessibilità nella transizione verso l’elettrico per non penalizzare il comparto.
Qualche cosa a Bruxelles si muove. Francia e Germania al Consiglio europeo di ieri hanno raggiunto un’intesa per l’automotive nel quadro dei negoziati sugli obiettivi di taglio della CO2 e dei criteri per il Made in Europe. L’intesa dovrebbe prevedere un abbattimento delle emissioni del 90% (e non del 100%) e una quota di componenti Made in Europe pari al 70% per poter sfruttare aiuti e incentivi della Ue. In più le auto alimentate con e-fuel dovrebbero
essere equiparate a quelle elettriche. I dettagli dell’accordo – riferiscono fonti europee – sono in attesa del via libera dal vice-cancelliere e ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, esponente socialdemocratico, più cauto sull’intesa raggiunta dal cancelliere Friedrich Merz e dal presidente francese Emmanuel Macron.