È partita la fase decisiva dei progetti del nuovo piano Transizione 5.0. Dalle 12 di ieri le imprese possono trasmettere le comunicazioni di completamento degli investimenti, attraverso la piattaforma informatica gestita dal Gestore dei servizi energetici (Gse). A stabilirlo è il decreto direttoriale del ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit) del 14 ottobre, sulla base del precedente decreto interministeriale del 7 maggio a firma congiunta con il ministero dell’Economia.
Le imprese che hanno già ottenuto esito positivo della comunicazione di conferma (relativa al pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% versato ai fornitori) potranno dunque ora trasmettere la documentazione relativa al completamento degli investimenti. Bisognerà indicare gli estremi delle fatture relative alle spese agevolabili e attestare il possesso della perizia tecnica asseverata – che attesta la conformità dei beni ai requisiti tecnologici richiesti e, quando prevista, la loro interconnessione – e della certificazione contabile, che accerta l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile dell’impresa. Va ricordato che, sulla base del decreto interministeriale, la comunicazione di completamento va trasmessa dopo l’avvenuta interconnessione (dei beni allegati IV e V), e comunque non oltre il 15 novembre 2028.
Inoltre la comunicazione di completamento – ricorda il Mimit – non potrà riguardare investimenti relativi a beni diversi, né importi superiori rispetto a quelli indicati nella comunicazione di conferma. È possibile però inviare una o più comunicazioni di completamento riferite anche soltanto a una parte dei beni indicati nella precedente comunicazione di conferma. Il modello della comunicazione di completamento e le istruzioni operative sono disponibili sul sito del Gse.
Si attende intanto una circolare operativa, preannunciata dal ministro Adolfo Urso, che dovrebbe semplificare alcuni aspetti tecnici che negli ultimi mesi sono stati segnalati come problematici dalle associazioni imprenditoriali. Al netto di queste criticità, e dopo una lunga attesa per la pubblicazione dei provvedimenti attuativi, il nuovo piano Transizione 5.0, basato sull’iperammortamento, ha iniziato a marciare a buon ritmo. Gli ultimi dati segnalano la presentazione da parte delle imprese di progetti per circa 7 miliardi di euro in quattro mesi. La piattaforma per la presentazione delle comunicazioni preventive era stata aperta il 12 giugno. Successivamente, il 21 luglio, era stata aperta la piattaforma per l’invio delle comunicazioni di conferma dell’investimento, con l’indicazione della data e dell’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto per il raggiungimento del 20% del costo di acquisizione di ciascun bene.
I 7 miliardi di euro di investimenti fin qui pianificati sono un risultato forse anche superiore alle attese, ma influenzato dal fatto che il piano è diventato realmente operativo solo a metà anno nonostante si preveda l’agevolazione di investimenti effettuati già a partire da 1° gennaio 2026 (e fino al 30 settembre 2028). Si erano dunque accumulati progetti poi presentati a partire dal 12 giugno.
A ogni modo proprio in queste ore va avanti il confronto tra ministero dell’Economia e ministero delle Imprese e del made in Italy sul possibile allungamento di un anno del termine per completare gli investimenti, arrivando dunque almeno al 30 settembre 2029. Intervento che potrebbe essere inserito nella legge di bilancio o in un successivo provvedimento, anche in base alle valutazioni per stabilire se incrementare parallelamente la dotazione prevista per il piano con la manovra di un anno fa e pari a 9,8 miliardi di euro ripartiti in termini di finanza pubblica fino al 2035.