Nei 92 giorni fra luglio e settembre Samsung ha ottenuto profitti per 80 miliardi di dollari (71,6 miliardi di euro), in aumento di nove volte rispetto allo stesso trimestre del 2025. Si tratta del dato trimestrale più alto di sempre per un’azienda tecnologica: Nvidia si è fermata a 59,6 miliardi fra aprile e giugno. Per un confronto, nei primi sei mesi del 2026 le cinque maggiori banche italiane hanno registrato utili complessivi per 15 miliardi di euro.
Il record di Samsung è dovuto soprattutto all’esplosione della domanda dei chip di memoria, di cui il gruppo sudcoreano è il maggior produttore al mondo. Nota al grande pubblico per telefoni e televisioni, Samsung trae ormai gran parte dei suoi ricavi e dei suoi utili da questi piccoli componenti indispensabili per l’intelligenza artificiale.
I chip di memoria — Nand e, soprattutto Dram — servono a immagazzinare, gestire e trasferire velocemente dati. Sul mercato da anni e sino a qualche mese fa relativamente economici, negli ultimi tempi questi semiconduttori sono diventati pressoché introvabili. Il boom dell’AI e dei data center ne ha fatto esplodere la domanda e, di conseguenza, i prezzi e i tempi di consegna, obbligando produttori di personal computer e smartphone a ritoccare al rialzo i listini. Questa mole di ordini sta gonfiando i conti dei pochi i produttori di chip di memoria attivi sul mercato, consentendo loro di fissare i prezzi a loro piacimento.
Secondo JpMorgan, il costo dei Dram è destinato ad aumentare del 400% entro la fine del 2026 rispetto alla base del 2024 e di 12,5 volte rispetto al 2023, quando ChatGpt è diventato un fenomeno globale. A inizio settembre, l’agenzia di statistica sudcoreana ha calcolato che un chilogrammo di memoria Dram è arrivato a valere sul mercato quanto 620 grammi di oro a 24 carati.
Da qui l’incremento esponenziale degli utili di Samsung che sono aumentati del 782,5%, a un ritmo di gran lunga superiore ai ricavi (145 miliardi, in salita «solo» del 126%). Ciononostante, il mercato si aspettava persino di più dal colosso sudcoreano e, dopo la pubblicazione dei conti, le azioni Samsung hanno perso il 2,4% alla Borsa di Seul, restando comunque del 103,9% al di sopra del prezzo di inizio anno, per una capitalizzazione di 1.281 miliardi.
Gli analisti, tuttavia, prevedono che il boom di Samsung e delle altre aziende di chip proseguirà per tutto il 2027 grazie al persistente squilibrio fra domanda e offerta di chip di memoria, come dimostra la crescita del 50% del fatturato dell’azienda taiwanese Tsmc nel terzo trimestre.
Dal 2028 in poi, tuttavia, dovrebbero entrare a regime gli investimenti da decine di miliardari pianificati negli ultimi mesi per l’aumento della produzione, contribuendo a ridurre il divario fra le commesse dei protagonisti dell’AI e la capacità delle aziende di semiconduttori a farvi fronte. Al contempo, dalla Cina stanno arrivando sul mercato nuovi concorrenti come Cxmt e Ymtc che minacciano di scalfire con i loro prezzi più bassi non solo l’oligopolio delle aziende sudcoreane Samsung e Sk Hynix, ma anche i loro straordinari profitti.