Un consiglio di amministrazione con nove membri — che in base a quanto risulta al Corriere conferma come consigliere delegato Stefano Goberti e ha nominato presidente Stefano Questa, co-head of European Alternative Credit di Ares — e due soci finanziari forti come i fondi Ares ed Energy infrastructure partners. Plenitude, attiva nelle rinnovabili, nella ricarica elettrica e nell’offerta di fornitura luce e gas, da ieri ha cominciato la sua nuova vita fuori dal perimetro Eni con la finalizzazione del riassetto azionario attraverso una ricapitalizzazione non proporzionale di 1,56 miliardi. L’aumento è stato sottoscritto da Ares per 1,08 miliardi e da Eni per 0,48 miliardi e riconosce un equity value al 100% di Plenitude pre-money (prima dell’aumento) pari a 10,75 miliardi. Il capitale sociale di Plenitude è così detenuto da Eni con il 65,03%, Ares al 26,24% (era al 20%) ed Eip (assistito da Rothschild nella negoziazione degli accordi di governance e nel rifinanziamento del veicolo) con il restante 8,73 per cento. La nuova governance attribuisce a Eni e ad Ares il controllo congiunto di Plenitude, con conseguente deconsolidamento della società dal bilancio consolidato di Eni, che conserva il controllo di diritto e continuerà a esercitare attività di direzione e di coordinamento.
Il board ha cinque membri nominati da Eni (tra cui l’ad), tre da Ares (tra cui il presidente) e uno da Eip. I nuovi accordi prevedono maggioranze qualificate (il voto favorevole di almeno uno degli amministratori Ares) per alcune materie rilevanti, fra cui l’approvazione del budget e dei piani aziendali. «Il riassetto azionario e l’iniezione di capitale da parte dei soci — ha commentato Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni — aprono nuove opportunità per Plenitude che sarà impegnata a perseguire i propri obiettivi di crescita».
«L’operazione — ha dichiarato Goberti — apre un nuovo capitolo nel percorso di crescita. Grazie al supporto di partner di rilievo come Eni, Ares ed Eip rafforziamo ulteriormente il nostro posizionamento e acceleriamo verso il raggiungimento dei nostri obiettivi strategici». Resta l’ipotesi della quotazione in Borsa ma non è un obiettivo a breve termine.
Intanto ieri Eni ha ricevuto la promozione di S&P. L’agenzia ha alzato l’outlook a «stabile» da «negativo».