21.09.2026

Industria, tra competitività e transizione energetica

  • La Repubblica

Tra nuove tensioni geopolitiche e volatilità dei mercati, l’energia è tornata a essere una delle variabili decisive della competitività. Le tensioni geopolitiche hanno mostrato quanto approvvigionamenti e prezzi possano dipendere da equilibri che si giocano ben oltre i confini nazionali, mentre la transizione energetica impone di ripensare processi produttivi, tecnologie e investimenti. Il risultato è una partita complessa: ridurre le emissioni e accelerare sull’elettrificazione senza aumentare ulteriormente il divario di costo con i concorrenti internazionali.
Secondo l’International Energy Agency, nel 2025 i prezzi dell’elettricità per le industrie energivore dell’Unione europea sono rimasti in media circa il doppio rispetto agli Stati Uniti e oltre il 50% più alti rispetto alla Cina. Un problema particolarmente rilevante per l’Italia: secondo la Commissione europea, nel primo semestre del 2025 il Paese registrava per le grandi imprese il sesto prezzo dell’elettricità più elevato dell’Unione. Il costo dell’energia torna così a pesare anche sulle scelte di investimento e sulla capacità di mantenere produzioni industriali in Europa Per le imprese, insomma, la transizione non può essere separata dai conti economici. Servono energia disponibile a prezzi sostenibili, reti capaci di accompagnare l’aumento dei consumi elettrici, tempi autorizzativi compatibili con quelli degli investimenti industriali e regole sufficientemente stabili per programmare scelte destinate a produrre effetti per molti anni. A questo si aggiunge la necessità di mobilitare capitali per trasformare impianti e processi, mentre nuove fonti di domanda, a partire dai data center, cambiano rapidamente gli equilibri del sistema elettrico.
«Oggi il dibattito sull’energia non riguarda più soltanto gli obiettivi climatici, ma la capacità dell’Europa di mantenere una industria competitiva. L’elettrificazione rappresenta una delle principali leve di trasformazione dell’economia, ma richiede investimenti, infrastrutture adeguate e un quadro regolatorio coerente», spiega Sara Quotti Tubi, head of energy and transportation exhibitions di Fiera Milano. «Le imprese hanno bisogno di comprendere come evolveranno mercati, tecnologie e politiche pubbliche per orientare scelte che avranno effetti nei prossimi decenni».
È su questo terreno che Fiera Milano punta ad allargare il proprio ruolo, affiancando alla tradizionale funzione espositiva quella di piattaforma di confronto sui grandi cambiamenti che interessano il sistema produttivo. Dal 20 al 22 ottobre all’Allianz MiCo torna NetZero Milan, l’Expo Summit dedicato all’elettrificazione dell’economia e alla competitività industriale. Alla seconda edizione, l’appuntamento riunirà imprese, istituzioni, finanza, università e ricerca per mettere a confronto tecnologie, politiche pubbliche e modelli di investimento.
È da questo intreccio tra transizione energetica e politica industriale che prende le mosse il programma, costruito non soltanto intorno alle tecnologie, ma anche alle condizioni economiche e finanziarie necessarie per sostenerne la diffusione. Da qui la scelta di costruire il programma intorno sia alle tecnologie, sia alle condizioni economiche e finanziarie necessarie per renderle sostenibili.
Le tre giornate si apriranno con sessioni dedicate agli scenari generali. Il 20 ottobre il confronto partirà dal rapporto tra energia e industria in Europa. Il giorno successivo Paola Bresesti della Bei, Jan Rosenow dell’Università di Oxford e Francesco Starace, partner di Eqt, discuteranno delle leve economiche e degli investimenti necessari per favorire
l’elettrificazione. Il 22 sarà invece Philippe Aghion, premio Nobel per l’economia, a rileggere la teoria della distruzione creatrice alla luce del rapporto tra innovazione, politiche industriali e obiettivi climatici. Dopo le sessioni di apertura si svilupperanno 15 conferenze verticali organizzate su cinque aree. Una riguarderà la domanda di energia e la trasformazione dei consumi, con un approfondimento sui data center, per il loro impatto sui consumi ma anche per il possibile ruolo come strumenti di flessibilità dei sistemi elettrici. Un altro capitolo sarà dedicato all’offerta: dall’evoluzione dei sistemi elettrici nell’era delle rinnovabili ai fabbisogni infrastrutturali, dal fotovoltaico ai sistemi di accumulo, fino alle tecnologie necessarie per la sicurezza delle forniture.
Lo sguardo si allargherà anche alla geopolitica dell’energia, con un approfondimento sui rapporti tra Europa, Medio Oriente e India e sul corridoio Imec, e ai trasporti, settore nel quale elettrificazione, guida autonoma e mobilità condivisa stanno modificando tecnologie e modelli industriali.
La scommessa di Fiera Milano è portare così il tema dell’energia sul terreno della competitività. Perché per l’industria la questione non è più soltanto quanto decarbonizzare, ma a quali condizioni farlo: con quali tecnologie, infrastrutture, capitali e costi.