Il mercato vita entra nella seconda parte del 2026 con una dinamica meno espansiva sul fronte della nuova produzione, ma con fondamentali complessivamente più solidi. I dati ANIA aggiornati a luglio mostrano infatti una sostanziale stabilità dei nuovi affari rispetto al 2025, dopo la forte crescita registrata lo scorso anno. Letti insieme ai dati su flussi e riserve del primo semestre, restituiscono però un quadro più articolato: diminuiscono i riscatti, la raccolta netta resta positiva e prosegue il riequilibrio tra prodotti tradizionali e unit linked. Il punto, per imprese e distributori, sarà capire se questa maggiore stabilità riuscirà a trasformarsi in una crescita strutturale della nuova raccolta, meno dipendente dall’andamento dei mercati finanziari.
Nuova produzione, luglio conferma il rallentamento
Secondo l’ultima rilevazione ANIA, pubblicata l’8 settembre, nel mese di luglio la nuova produzione di polizze vita individuali delle imprese italiane e delle rappresentanze extra-UE, comprensiva dei premi unici aggiuntivi, è stata pari a circa 8,9 miliardi di euro, in diminuzione dello 0,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi sette mesi dell’anno i nuovi premi raggiungono così 58,7 miliardi, con una flessione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Se si comprendono anche le rappresentanze di imprese UE, la raccolta sale a 10,1 miliardi nel solo mese di luglio e a 66,7 miliardi da gennaio, con una crescita cumulata dell’1,4%. Aumenta invece il numero dei nuovi contratti e delle adesioni, che nei sette mesi raggiunge circa 2 milioni, il 2,7% in più su base annua.
Il dato non segnala dunque una vera contrazione del mercato, quanto piuttosto un assestamento dopo l’accelerazione del 2025. Già a giugno, infatti, la nuova produzione delle imprese italiane ed extra-UE risultava sostanzialmente stabile da inizio anno (-0,6%), ma dietro il dato complessivo emergeva una diversa composizione della raccolta: nei primi sei mesi il ramo I era sceso del 5,7%, mentre il ramo III cresceva del 10,6%. Le unit linked avevano raccolto 17,8 miliardi, confermando una maggiore capacità di attrarre nuova produzione rispetto ai prodotti tradizionali.
Dai nuovi affari allo stock: il ramo III guadagna peso
Il dato sulla nuova produzione acquista maggiore significato se letto insieme all’ANIA Trends sui flussi e sulle riserve vita del secondo trimestre. Nel primo semestre i premi complessivamente contabilizzati sono stati pari a 60,6 miliardi, in calo dell’1,2%, ma il saldo tra premi e prestazioni è rimasto positivo per 3,6 miliardi, contro i 2,9 miliardi dello stesso periodo del 2025. A determinare il miglioramento è stata soprattutto la riduzione delle uscite, scese del 2,6%, e in particolare dei riscatti, diminuiti del 5,1% a 41,9 miliardi.
È un elemento che avevamo già evidenziato analizzando i dati semestrali: dopo le tensioni del biennio 2023-2024, la pressione dei riscatti sembra attenuarsi e l’indice annualizzato scende all’8,79%, dal 9,18% del 2025. Il ramo I conserva una raccolta netta positiva di circa 1,4 miliardi pur in presenza di premi in calo, mentre il ramo III presenta un saldo analogo, sostenuto però da una crescita dei premi dell’8,5%.
La divaricazione emerge ancora più chiaramente dalle riserve. A fine giugno quelle vita superano complessivamente 912 miliardi, con una crescita del 5,4% su base annua; il ramo III raggiunge 288 miliardi, il 12,7% in più rispetto a un anno prima. Ma dei 17,7 miliardi di incremento registrati dall’inizio dell’anno, solo 1,4 miliardi derivano dal saldo tra entrate e uscite: oltre 16 miliardi sono riconducibili alla rivalutazione degli attivi sottostanti.
Una ripresa più solida, ma ancora legata ai mercati
È probabilmente questa la principale chiave di lettura per il settore. Il mercato vita appare oggi più equilibrato rispetto agli anni della forte crescita dei riscatti: la raccolta netta è tornata positiva, le uscite si riducono e anche la nuova produzione, pur rallentando, non mostra segnali di vera discontinuità. Allo stesso tempo, però, la progressiva crescita del ramo III rende più stretto il collegamento tra risultati assicurativi e dinamiche finanziarie.
Per imprese e reti distributive il tema non sarà quindi soltanto recuperare volumi. Sarà soprattutto mantenere un equilibrio tra gestioni separate, unit linked e prodotti multiramo capace di rispondere contemporaneamente alla domanda di protezione del capitale e alla ricerca di rendimento. Anche perché la distribuzione resta fortemente concentrata: nel primo semestre gli sportelli bancari e postali hanno intermediato il 60% dei premi vita complessivi, con un peso del 65% nel ramo I e del 57% nel ramo III.
Il rallentamento della nuova produzione di luglio va quindi letto meno come un segnale di debolezza e più come una verifica della qualità della ripresa. Dopo il ritorno della raccolta netta in territorio positivo, il prossimo passaggio sarà capire quanto della crescita possa consolidarsi anche senza il sostegno di mercati finanziari favorevoli. È su questo terreno che, nei prossimi mesi, si misureranno la capacità delle compagnie di costruire un’offerta equilibrata e quella dei distributori di intercettare un risparmio che rimane disponibile, ma appare sempre più selettivo.
16.09.2026