08.09.2026

Poste alza l’offerta su Tim rilancio cash di 30 centesimi

  • La Repubblica

Un ritocco poco prima del gong. Per rendere l’offerta più appetibile ai soci Tim, Poste Italiane aggiunge 0,3 euro in contanti per ogni azione portata in adesione all’Opas lanciata negli scorsi mesi, con l’obiettivo di acquisire la società delle telecomunicazioni e ritirarla dalla quotazione. Per ogni titolo consegnato entro venerdì, il gruppo controllato dallo Stato corrisponderà così 1,97 euro in denaro e 0,218 azioni Poste di nuova emissione.
Dietro al rialzo c’è un dato, quello delle adesioni all’offerta, che stentavano a decollare. Eppure lo stesso consiglio della preda aveva approvato all’unanimità il progetto, per poi ribadire il proprio sostegno ieri mattina, quando i top manager della società – a partire dall’amministratore delegato, Pietro Labriola – hanno fatto sapere di aver consegnato le loro quote. Una notizia dal forte significato simbolico: chi meglio conosce i numeri di Tim aveva giudicato il prezzo «congruo» e aveva « valutato positivamente il razionale e le prospettive industriali». Come i 700 milioni di sinergie promessi da Poste. A Borse chiuse la verità: la percentuale di soci che avevano consegnato le azioni era salita appena, da 5,48 a 6,16 per cento, portando la quota di Poste, che già detiene il 20,1% della sua preda, a circa il 26% del
capitale. Troppo poco, a fronte di un obiettivo minimo del 66,67%. Il cda, riunitosi ieri, ha deciso così di rinunciare alla condizione sulla soglia minima e di riaprire l’offerta nella finestra già identificata tra il 21 e il 25 settembre.
Del resto, il mercato continuava a scommettere sull’ipotesi di un rilancio.

Dall’annuncio dell’Opas le quotazioni dei due gruppi si sono mosse all’unisono (ieri entrambi i titoli hanno
chiuso la seduta in fondo al listino milanese, Tim a -3,56% e Poste a -2,42%), ma il premio offerto inizialmente, pari al 9%, si è eroso con il passare delle settimane fino a trasformarsi in un seppur lieve sconto. Da qui il rilancio. Aumentando il corrispettivo, precisa una nota, il cda di Poste conferma «la rilevanza strategica e industriale dell’offerta», specificando che i benefici per i suoi azionisti rimarranno immutati. Resta invariata anche la politica di
remunerazione dei soci, che consentirà ai neo azionisti di Poste di incassare l’acconto sul dividendo il prossimo novembre. Se tutte le azioni saranno consegnate, il gruppo guidato da Del Fante dovrà pagare poco più di 3,36 miliardi per completare l’operazione dal valore di 11,35 miliardi. Ma veniamo al mercato: i nuovi 30 centesimi portano il premio rispetto all’ultimo giorno prima dell’annuncio al 14,16% e avvicinano il valore offerto per ogni azione dell’ex Telecom Italia, pari a 7,83 euro, alle quotazioni di venerdì, ferme a 7,75. La richiesta, insomma, è stata ascoltata.