26.08.2026 Icon

Assicurazioni europee, il cyber alza il livello di rischio

Il settore assicurativo europeo resta solido, ma il quadro non è privo di tensioni. Nell’Insurance Risk Dashboard di luglio 2026, EIOPA conferma una valutazione complessiva dei rischi su un livello medio, sostenuta dalla tenuta patrimoniale delle imprese, dalla liquidità e dalla buona qualità degli investimenti. Dietro questa apparente stabilità emergono però due segnali da non sottovalutare: il rischio di mercato rimane elevato e quello legato a digitalizzazione e cyber security sale a sua volta al livello alto. La conclusione è chiara: le compagnie conservano una buona capacità di resistenza, ma devono prepararsi a shock sempre più trasversali, difficili da prevedere e potenzialmente simultanei.

Geopolitica, crescita debole e mercati vulnerabili

Il Dashboard utilizza i dati Solvency II del primo trimestre 2026 e quelli annuali di fine 2025, raccolti presso 96 gruppi assicurativi e 2.091 imprese individuali. Gli indicatori di mercato sono aggiornati alla fine di giugno, mentre le prospettive per i successivi dodici mesi riflettono le valutazioni di 23 autorità nazionali di vigilanza.

Il rischio macroeconomico resta medio, ma con una tendenza e una prospettiva in aumento. Le previsioni di crescita per le principali aree economiche scendono dall’1,3 all’1%, mentre quelle sull’inflazione salgono dal 2,3 al 2,9%. Le nuove tensioni geopolitiche possono inoltre incidere sulla fiducia e sull’attività economica, alimentando i prezzi dell’energia e dei trasporti.

Il rischio di mercato, già classificato come alto, aveva mostrato un lieve allentamento fino a giugno. La volatilità delle materie prime, le valutazioni ancora elevate di alcune attività e il possibile aumento dei premi per il rischio rendono tuttavia plausibile una correzione più ampia. Per le compagnie ciò significa vigilare non solo sulle perdite immediate di portafoglio, ma anche sull’effetto congiunto di tassi, spread e riallocazione degli investimenti.

Il rischio di credito rimane invece medio. La qualità degli attivi è nel complesso elevata e le condizioni fondamentali di imprese e famiglie non mostrano variazioni rilevanti. EIOPA richiama però l’attenzione sui maggiori costi di finanziamento e sul private credit: in questo segmento gli spread osservabili potrebbero non rappresentare pienamente i rischi in formazione, soprattutto per i debitori più indebitati.

Patrimonio solido, ma redditività senza slancio

Liquidità e funding non destano, per ora, particolari preoccupazioni. Le disponibilità liquide e gli attivi prontamente negoziabili restano stabili, mentre è aumentata l’attività di emissione sui mercati. Anche solvibilità e redditività si mantengono su un livello di rischio medio. Le posizioni patrimoniali sono sostanzialmente invariate, pur con un modesto indebolimento per i gruppi, mentre gli indicatori di profitto offrono segnali contrastanti.

Sul versante tecnico, la crescita dei premi nei rami vita e danni contribuisce a bilanciare il quadro. Non mancano tuttavia elementi di attenzione: nella parte più critica della distribuzione peggiorano i loss ratio e resta difficile valutare le coperture connesse a guerre, trasporti e commercio internazionale. La crescita della raccolta, dunque, non equivale automaticamente a una migliore qualità del portafoglio. Occorre verificare se l’aumento dei premi sia sufficiente a compensare l’inflazione dei sinistri, la maggiore frequenza degli eventi estremi e il costo della riassicurazione, la cui incidenza è leggermente cresciuta.

I rischi ESG restano medi e sostanzialmente stabili. Aumentano moderatamente gli investimenti in green bond, mentre cambiano poco le esposizioni ai settori più rilevanti per il clima. È un dato rassicurante soltanto in parte: la stabilità dell’esposizione non misura necessariamente la capacità di gestire eventi naturali più intensi né il persistente divario di protezione assicurativa.

Cyber e intelligenza artificiale, la nuova frontiera

Il segnale più netto riguarda digitalizzazione e cyber risk, ora classificati a livello alto. Nel secondo trimestre 2026 è aumentata la materialità attribuita al fenomeno dalle autorità di vigilanza; il relativo indicatore è salito da 37,3 a 43,3 punti su 100. Anche gli attacchi informatici globali risultano in crescita.

La vulnerabilità è duplice. Le compagnie possono subire direttamente interruzioni operative, furti di dati o indisponibilità dei fornitori tecnologici; al tempo stesso assumono il rischio cyber dei clienti attraverso le polizze. Un singolo attacco a un’infrastruttura cloud o a un fornitore molto diffuso potrebbe così produrre perdite concentrate su numerosi assicurati. A questo si aggiunge l’impiego dei modelli avanzati di intelligenza artificiale, capaci di rendere gli attacchi più rapidi, scalabili e difficili da individuare.

Il richiamo di EIOPA agli obblighi del regolamento DORA ha quindi un significato molto pratico. Non basta acquistare tecnologia o aggiornare formalmente le procedure: servono una mappatura puntuale delle dipendenze da terzi, test di resilienza realistici, limiti all’accumulo delle esposizioni e clausole contrattuali chiare nelle coperture cyber. La stabilità patrimoniale protegge dagli shock già conosciuti; la sfida, ora, è evitare che rischi digitali, geopolitici e finanziari si rafforzino a vicenda.

Autore Laura Pelucchi

Partner

Milano

l.pelucchi@lascalaw.com

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