01.07.2026 Icon

Polizze catastrofali naturali: il premio tra rischio, contratto e vigilanza sui prezzi

L’analisi IVASS evidenzia il passaggio dalla copertura volontaria a un mercato regolato, nel quale pricing tecnico, trasparenza e controllo dei fenomeni speculativi diventano centrali per le imprese assicurative

La Relazione IVASS sull’attività svolta nell’anno 2025 offre un quadro di particolare interesse sulle polizze contro i rischi catastrofali naturali, introdotte come copertura obbligatoria per le imprese non appartenenti al settore agricolo dalla Legge di Bilancio 2024. La norma mira a rafforzare la resilienza del sistema produttivo rispetto a terremoti, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni, riducendo al contempo l’esposizione della finanza pubblica agli effetti degli eventi estremi.

Il tema non ha solo rilievo tecnico-assicurativo. La progressiva attuazione dell’obbligo determina, infatti, la nascita di un mercato regolato, nel quale assumono rilievo la correttezza dei criteri tariffari, la trasparenza delle condizioni contrattuali, la comparabilità delle offerte e il presidio contro eventuali incrementi ingiustificati dei premi.

La diffusione delle coperture: crescita rapida, ma penetrazione ancora limitata

Secondo il monitoraggio IVASS richiamato nella Relazione, il numero delle polizze cat-nat è cresciuto rapidamente nel 2025 e nei primi mesi del 2026, in connessione con la progressiva estensione dell’obbligo assicurativo. La diffusione delle coperture resta tuttavia ancora contenuta rispetto al bacino potenziale delle imprese interessate, stimato in circa 4,5 milioni.

Il dato è giuridicamente rilevante perché evidenzia una fase di transizione: da un lato, l’obbligo normativo impone alle imprese assicurande di dotarsi della copertura; dall’altro, il mercato deve ancora assestarsi in termini di offerta, domanda, informazione precontrattuale e consapevolezza del rischio.

IVASS segnala, inoltre, una maggiore adesione tra le imprese medio-grandi e una penetrazione più ridotta tra piccole e micro imprese. Per il mercato assicurativo, ciò comporta la necessità di calibrare prodotti, distribuzione e informativa anche su soggetti meno strutturati, spesso privi di competenze tecniche nella valutazione dei rischi catastrofali.

Il premio come risultato di tre fattori

La Relazione IVASS individua tre componenti principali nella determinazione del premio: le caratteristiche del rischio, la struttura del contratto e le condizioni di mercato.

Il primo fattore riguarda il territorio e la tipologia di evento. Il rischio sismico emerge come principale driver del prezzo: le aree con maggiore esposizione presentano premi più elevati. Seguono il rischio idrogeologico e quello da frana, con impatti significativi ma generalmente più contenuti. Si conferma, quindi, un’impostazione di pricing risk-based, nella quale il premio è collegato alla probabilità e alla severità dell’evento.

Il secondo fattore è rappresentato dalla struttura contrattuale. Franchigie, scoperti, massimali, limiti di indennizzo e ampiezza della copertura incidono direttamente sul premio. IVASS segnala anche il rilievo delle coperture integrate, ad esempio polizze all risks che includono garanzie ulteriori rispetto ai rischi cat-nat, secondo logiche di bundling assicurativo.

Il terzo fattore è costituito dalle condizioni di mercato, tra cui concorrenza, dimensione della clientela e potere negoziale. La Relazione evidenzia che, al crescere del valore assicurato, il premio per unità di capitale tende a diminuire. Le imprese di maggiori dimensioni possono quindi beneficiare di condizioni proporzionalmente più favorevoli, per effetto di economie di scala, maggiore efficienza gestionale e più elevata capacità contrattuale.

Trasparenza, informazione e limiti dei dati disponibili

L’analisi IVASS evidenzia anche alcuni limiti informativi rilevanti. Le elaborazioni disponibili fanno riferimento al territorio comunale e non sempre dispongono di informazioni puntuali sulla geolocalizzazione degli stabilimenti. Inoltre, mancano dati su elementi potenzialmente decisivi ai fini del pricing, quali età del fabbricato, materiali di costruzione, numero di piani e misure di prevenzione adottate.

Questo profilo è centrale per le imprese assicurative. In un mercato obbligatorio, la qualità dei dati diventa un presupposto per un pricing corretto, sostenibile e difendibile anche sul piano regolamentare. La tariffazione dovrà quindi poggiare su basi tecniche solide, evitando automatismi eccessivamente semplificati che possano tradursi in trattamenti non proporzionati rispetto al rischio effettivo.

Da qui l’importanza di un’informativa contrattuale chiara, soprattutto in relazione a esclusioni, scoperti, franchigie, limiti di indennizzo e perimetro degli eventi coperti. L’obbligatorietà della copertura non attenua, ma anzi rafforza, l’esigenza di trasparenza verso l’impresa contraente.

Il presidio IVASS e il rischio di fenomeni speculativi

La Relazione attribuisce particolare rilievo anche al presidio pubblico sul mercato. IVASS ha avviato una rilevazione sull’andamento dei prezzi delle coperture catastrofali e pubblica dati sui premi effettivi, medi e unitari per provincia. È inoltre prevista la collaborazione con il Garante per la Sorveglianza dei Prezzi presso il MiMIT, con l’obiettivo di prevenire ed eventualmente contrastare fenomeni speculativi sui premi assicurativi.

Per le compagnie, questo passaggio è particolarmente significativo. La libertà tariffaria resta ancorata alla valutazione tecnica del rischio, ma si colloca in un contesto di maggiore osservabilità esterna. I premi dovranno quindi risultare coerenti con le caratteristiche del rischio assicurato, con la struttura della copertura e con le condizioni di mercato, evitando disallineamenti difficilmente giustificabili.

L’attenzione del regolatore potrebbe inoltre incidere sulle politiche distributive e sulla costruzione dei prodotti. In particolare, l’offerta di coperture integrate o pacchetti più ampi dovrà essere strutturata in modo da non compromettere la leggibilità della componente obbligatoria e del relativo costo.

Una nuova area di compliance assicurativa

Il mercato delle polizze cat-nat per le imprese è destinato a diventare un terreno di rilievo per la compliance assicurativa. Le compagnie dovranno presidiare almeno quattro profili: correttezza del pricing, adeguatezza dell’informativa, tracciabilità dei criteri assuntivi e coerenza tra premio, rischio e condizioni contrattuali.

La prospettiva indicata da IVASS suggerisce che il tema non possa essere letto solo come nuova opportunità commerciale nel ramo danni. Si tratta, piuttosto, di un segmento nel quale si incontrano obbligo legale, sostenibilità tecnica dell’offerta, tutela dell’assicurato-imprenditore e vigilanza sull’equilibrio dei prezzi.

Per il settore assicurativo, la sfida sarà coniugare mutualità e selezione tecnica del rischio, accessibilità della copertura e stabilità dei risultati, libertà tariffaria e controllo dei fenomeni distorsivi. In questo equilibrio si giocherà buona parte dell’effettiva riuscita del nuovo sistema di protezione contro le catastrofi naturali.

Autore Luciana Cipolla

Partner

Milano

l.cipolla@lascalaw.com

Desideri approfondire il tema Diritto Assicurativo ?

Contattaci subito