Un mercato in crescita ma ancora lontano dalla piena diffusione
L’introduzione dell’obbligo di copertura assicurativa contro i rischi catastrofali per le imprese ha segnato un passaggio rilevante nell’evoluzione del sistema assicurativo italiano. La finalità perseguita dal legislatore è quella di rafforzare la resilienza del tessuto produttivo nazionale attraverso un più efficace trasferimento al mercato assicurativo dei rischi derivanti da eventi naturali estremi.
I primi dati disponibili mostrano tuttavia che l’obiettivo della diffusione generalizzata delle coperture è ancora lontano dall’essere raggiunto. Secondo i dati ANIA aggiornati al marzo 2026, le imprese assicurate rappresentano una quota limitata rispetto alla platea potenzialmente soggetta all’obbligo. Analogamente, le elaborazioni effettuate da Innovation Team su dati IVASS stimano una penetrazione nazionale delle coperture catastrofali inferiore al 15%, nonostante la forte crescita registrata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Il dato appare particolarmente significativo sotto il profilo giuridico-regolatorio. L’introduzione di un obbligo normativo, infatti, non sembra essere stata sufficiente a determinare un’immediata adesione del mercato, evidenziando come l’effettività della disciplina dipenda da fattori ulteriori rispetto alla mera imposizione legislativa.
La percezione del rischio come elemento decisivo
Uno degli aspetti più interessanti che emergono dalle rilevazioni di mercato riguarda il rapporto tra rischio effettivo e comportamento delle imprese.
Le analisi territoriali condotte da Innovation Team attraverso l’incrocio dei dati assicurativi con gli indicatori di pericolosità elaborati da ISPRA e INGV mostrano infatti che le aree maggiormente esposte ai rischi sismici, idraulici e idrogeologici non coincidono necessariamente con quelle caratterizzate da una maggiore diffusione delle coperture assicurative.
Si tratta di un fenomeno che richiama un tema ampiamente noto nella teoria assicurativa: la distanza tra rischio reale e rischio percepito. In numerosi contesti territoriali, la vulnerabilità oggettiva non si traduce in una corrispondente domanda di protezione. Le imprese tendono infatti a valutare il rischio sulla base dell’esperienza diretta o della memoria storica degli eventi, piuttosto che sulla base di indicatori tecnici di esposizione.
La conseguenza è che l’obbligo assicurativo rischia di operare in modo meno efficace proprio nei territori nei quali la funzione di protezione economica sarebbe maggiormente necessaria.
Intermediazione assicurativa e costruzione della domanda
L’esperienza dei primi mesi di applicazione della disciplina evidenzia inoltre il ruolo centrale degli intermediari.
Le indagini condotte presso le imprese mostrano che la principale fonte di informazione sull’obbligo assicurativo continua a essere rappresentata dagli agenti e dai broker. Parallelamente, le province caratterizzate da una maggiore presenza della rete distributiva registrano livelli di diffusione delle coperture superiori rispetto ai territori meno presidiati.
Tale circostanza conferma che la distribuzione assicurativa svolge una funzione che va oltre la mera collocazione del prodotto. L’intermediario contribuisce infatti a colmare l’asimmetria informativa che caratterizza il mercato dei rischi catastrofali, favorendo la comprensione delle conseguenze economiche derivanti da eventi naturali di particolare gravità.
Non a caso, secondo le rilevazioni effettuate presso gli operatori del settore, gran parte della nuova produzione deriva da attività di consulenza e di ampliamento delle coperture già esistenti, piuttosto che dall’acquisizione di nuova clientela.
Le criticità delle micro e piccole imprese
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la diversa capacità delle imprese di recepire il nuovo obbligo.
Le dinamiche di mercato mostrano come la crescita delle coperture sia stata particolarmente intensa tra le imprese di dimensioni medio-grandi e tra quelle caratterizzate da una maggiore patrimonializzazione. Le micro e piccole imprese continuano invece a rappresentare il segmento nel quale la diffusione delle polizze procede più lentamente.
Il fenomeno appare rilevante poiché tali soggetti risultano generalmente meno attrezzati ad assorbire le conseguenze economiche di un evento catastrofale. Ne deriva una situazione paradossale: le imprese maggiormente vulnerabili sotto il profilo finanziario sono spesso quelle che presentano i livelli di protezione assicurativa più contenuti.
Verso una cultura della resilienza
I dati disponibili suggeriscono che la vera sfida del nuovo sistema non consiste esclusivamente nell’incrementare il numero delle polizze sottoscritte. L’obiettivo più ambizioso è favorire la diffusione di una cultura della gestione preventiva del rischio.
L’obbligo assicurativo rappresenta certamente uno strumento essenziale, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità del mercato, delle istituzioni e degli intermediari di promuovere una maggiore consapevolezza dell’esposizione ai rischi naturali. Solo in questo modo la copertura catastrofale potrà evolvere da mero adempimento normativo a componente strutturale delle strategie di continuità e resilienza delle imprese.
22.09.2026