Nel primo giorno di collocamento, il Btp Italia Sì, il primo titolo di Stato indicizzato all’inflazione italiana e dedicato ai risparmiatori, raccoglie ordini per 3,17 miliardi, corrispondenti a 95mila contratti. «Sembra proprio che ci sia stata un’ottima partenza» è stato il commento a caldo del viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, che si è detto «convinto
che ci saranno risultati positivi perché la nostra struttura è molto solida e quindi è d’interesse per i risparmiatori». La nuova obbligazione, che mette insieme l’indicizzazione all’inflazione del Btp Italia e il target dei risparmiatori (senza quindi gli investitori istituzionali) del Btp Valore, sarà in collocamento fino a venerdì. Le cedole semestrali prevedono un tasso minimo garantito dell’1,6% (che potrà essere confermato o alzato venerdì) a cui andrà poi sommato
quello d’inflazione nazionale così come rilevato nel periodo di riferimento dall’indice Foi (prezzi al consumo per le famiglie) senza tabacchi.
Non essendo previsti tetti né riparti, tutti i risparmiatori che prenoteranno il titolo potranno averlo, per almeno 1.000 euro, e chi lo manterrà in portafoglio fino alla scadenza, tra cinque anni, otterrà un premio finale extra dello 0,6% sul capitale. Il Btp Valore dello scorso marzo (settima edizione), tanto per avere un termine di paragone, aveva raccolto in tutto 16,22 miliardi, 6 dei quali il primo giorno.
Il Btp Italia Sì è rivolto a quei risparmiatori che prevedono un’inflazione elevata e/o in aumento in Italia nei prossimi anni. Proprio la settimana scorsa, la Bce ha alzato i tassi d’interesse dello 0,25% in risposta a un contesto di prezzi in crescita in tutta l’area dell’euro, non solo in Italia (dove a maggio i prezzi al consumo sono saliti del 3,2% annuo al lordo dei tabacchi). Le tensioni geopolitiche, che appaiono ora allentate dall’accordo di pace tra Usa e Iran, hanno contribuito ad alimentare l’inflazione.
«In questo momento – nota Michele Morra, senior portfolio manager di Moneyfarm – il tasso d’inflazione che pareggia il rendimento di un Btp non indicizzato alla crescita dei prezzi con quello di un Btp indicizzato come questo in collocamento è dell’1,5% circa. Le aspettative di inflazione degli analisti, anche per l’Italia, sono superiori a questo livello, il che in linea di principio rende più interessante il Btp Italia Sì rispetto a un titolo non indicizzato. C’è però da
tenere presente che gli economisti impiegano sempre un po’ di tempo ad adeguare le aspettative sui prezzi al nuovo contesto». Con l’accordo tra Usa e Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz la fase geopolitica peggiore sembra essere alle spalle. Tuttavia, aggiunge Morra, non solo il petrolio resta comunque sopra quota 80 dollari al barile ma «la risposta del mercato dei tassi ieri non è stata così entusiasmante come ci si sarebbe attesi, anche perché le distruzioni di asset strategici collegati al mercato dell’energia non sono state poche in questi quasi quattro mesi di guerra». Insomma, non è detto che l’allarme inflazione rientri poi così in fretta.