Alla vigilia del termine dell’ops di UniCredit su Commerzbank, lo scontro tra le due banche ha raggiunto un nuovo acme e potrebbe arrivare a lambire contorni penali. Ieri la Procura di Francoforte ha avviato un’indagine preliminare sulle comunicazioni di UniCredit alla BaFin in merito alle adesioni all’Ops; a scatenarlo l’esposto del Consiglio di sorveglianza, sempre all’Authority di regolamentazione, per presunta manipolazione dei mercati. Al momento nessun procedimento formale è stato aperto.
La notizia è arrivata dopo un botta e risposta tra i due istituti, con UniCredit che ha ribadito in una nota di aver operato «nel pieno rispetto delle normative e con totale trasparenza», difendendo la correttezza delle comunicazioni al mercato e contestando quella che definisce una «narrazione fuorviante» alimentata dalle dichiarazioni dell’istituto tedesco e definendo «infondate le affermazioni su presunte irregolarità prestito titoli». Anche Piazza Gae Aulenti ha fatto sapere di aver coinvolto l’Authority federale di vigilanza finanziaria, avendo «portato tali questioni all’attenzione dell’Autorità stessa, richiedendo una valutazione approfondita delle circostanze relative a tali dichiarazioni, della loro attendibilità e del loro apparente intento di compromettere l’integrità del processo di offerta, generando confusione tra gli stakeholder». UniCredit «valuterà con la necessaria diligenza le azioni più opportune per proteggere i propri interessi e quelli del mercato alla trasparenza e alla correttezza». È il preludio a un nuovo esposto. La banca milanese ha poi rimarcato: «Le azioni conferite sono da considerarsi tali a tutti gli effetti e irrevocabilmente impegnate».
«Non abbiamo fatto nulla di fuorviante, abbiamo semplicemente presentato i fatti con diligenza», ha ribattuto l’ad di Commerzbank, che in precedenza aveva puntato il dito contro le banche amiche di UniCredit come Nomura, che avrebbero rastrellato titoli per poi conferirli all’Ops. La ceo Bettina Orlopp si è detta «un po’ irritata» da quanto affermato da UniCredit, anche sul tema della governance, dato che non ha tenuto conto di un accordo che Commerzbank ha con il governo tedesco (12,7% del capitale) sui posti nel consiglio di sorveglianza. L’istituto milanese aveva infatti ricordato come «una maggioranza qualificata del 75% assembleare è richiesta esclusivamente per operazioni di fusione o altre riorganizzazioni societarie straordinarie. Tuttavia — aveva precisato — tale scenario non è attuale: UniCredit ha più volte ribadito in modo chiaro e inequivocabile di non avere intenzione di procedere a una fusione tra Commerzbank e HypoVereinsbank prima che Commerzbank sia adeguatamente rafforzata e trasformata». Ieri le adesioni hanno raggiunto l’11,91% portando UniCredit al 38,63% della banca di Francoforte; con i derivati da 16,41% l’esposizione potenziale arriva al 54,13%.
Oggi invece si terrà il cda di Banco Bpm per fare il punto sullo scenario dopo che la proposta di discutere una fusione alla pari con Mps, formulata domenica 8 giugno, è stata scavalcata nel giro di una notte dall’opas da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo. «Quest’anno siamo impegnati in un’altra grande operazione, nella quale, dall’altra parte, vediamo un colosso che è 7-8 volte più grande di noi. Questo è lo spirito dello sport, non arrendersi, continuare a dare il meglio, cercare di fare il possibile — ha detto l’ad Giuseppe Castagna —. Noi cercheremo di fare il nostro».