12.06.2026

Bpm lavora a risposta. Torna l’ombra Orcel

  • La Repubblica

Appuntamento al 16 giugno. Martedì si riunirà il primo consiglio di
amministrazione del Banco Bpm, dopo quello di domenica che ha deliberato
la proposta di aggregazione inviata a Mps e soprattutto dopo l’annuncio di
lunedì mattina dell’offerta sull’istituto senese da parte di Intesa Sanpaolo in
asse con Unipol.
La ex Popolare guidata da Giuseppe Castagna, che da ex nuotatore agonistico
appare intenzionato a gareggiare sino in fondo, sta valutando come muovere
le pedine in questa seconda fase del risiko. Rispondere a Intesa superando la
sua offerta, che tra l’altro prevede l’esborso di 3 miliardi in contanti per
mettere le mani Mps, sarebbe oneroso per un gruppo come Bpm, a meno di
non trovare un partner industriale. Magari qualche operatore desideroso di
acquistare sportelli che possa apportare risorse fresche e svolgere un ruolo di
gregario analogo a quello di Unipol al fianco di Intesa.
Se tale operazione non dovesse riuscire, il mercato guarda alla ex Popolare
milanese, partecipata al 22,9% dalla francese Crédit Agricole, come a una
possibile preda del risiko. In questa chiave, c’è chi vede gli acquisti su Banco
Bpm di questi giorni a Piazza Affari come un posizionamento di investitori che
puntano su un riavvicinamento dell’Unicredit guidata da Andrea Orcel, con il
possibile placet del gruppo Caltagirone (grande socio di Mps e Generali) e con
ogni probabilità senza più la spada di Damocle di un possibile golden power
governativo (che aveva bloccato un’analoga operazione l’anno scorso). Uno
scenario di “spartizione” che potrebbe creare i presupposti per una
coabitazione nell’azionariato delle Assicurazioni Generali tra Intesa, ieri
intanto salita al 3,127% del Leone, e Unicredit, all’8,8% del capitale. Nel
frattempo, l’associazione dei consumatori Assoutenti ha presentato un esposto a Consob circa la proposta di aggregazione di Banco Bpm a Mps
formalizzata domenica poche ore prima dell’offerta di Intesa.