«Se grandi soggetti italiani uniscono le forze, anche questo Paese dimostra che è in grado di fare operazioni di mercato, che piacciono al mercato, secondo le regole del mercato e capaci di rendere più forte il sistema finanziario, facendo anche più felici gli azionisti. E questo non significa chiudersi all’Europa». Riecheggia, in questa chiosa di Carlo Cimbri sull’Opas su Mps, una pallida eco del consociativismo emiliano, quell’attitudine frutto di visione e sano pragmatismo capaci di appianare le diversità a favore di un fine comune più alto. Un milieu in cui la sua Unipol è prosperata, dal civico 45 di via Stalingrado a Bologna, fino a diventare uno dei protagonisti da non sottovalutare della finanza italiana. «Se Intesa scende in campo non lo fa per giocare un’amichevole ma con la determinazione necessaria per vincere e questo è anche il nostro modo di fare», ha rimarcato ieri il presidente di Unipol. Tanto che le coop azioniste del big assicurativo hanno subito fatto sapere di aderire all’aumento di capitale da 2,5 miliardi al servizio dell’operazione: Unipol, già socia al 29,9% di Bper, al termine della fusione di quest’ultima con Mps salirà al 40% della banca risultante. E Cimbri promette una gestione senza traumi del personale nell’aggregazione.
«Agli azionisti che vorranno seguirci garantiremo lo stesso dividendo percepito a valori di mercato dai nostri vecchi soci». Da 800 a 930 milioni. Unipol si incammina così verso Siena e il risiko sposta il peso della nuova finanza italiana di nuovo a Nord. «Noi cerchiamo di avere una strategia coerente nel tempo. La nuova dimensione di Unipol è così da 15 anni, abbiamo costruito una diversificazione nel settore bancario, comprando cose a basso costo o vedendo valore dove altri non lo vedevano». Insomma una strategia ben diversa da quella di Bpm su Siena: «Gli amori si costruiscono e non si improvvisano e, diciamo così, le possibilità di successo di un innamorato che pensa di concupire l’amato semplicemente recapitandogli una letterina prima che arrivi qualcun altro, sono tentativi di un innamorato disperato che secondo me hanno poche possibilità di successo». Unipol «compra una banca», come ha sottolineato Cimbri, e girerà 635 sportelli a Bper, «liberi da impegni contrattuali bancassicurativi», cioè dalle partnership con di Mps con Axa. «Potevamo sceglier la strada di fare una super fabbrica prodotto che vende a tanti reti distributive, ma non è nel nostro dna, che invece è presenza territoriale e vicinanza alla clientela».