27.05.2026

Il presidente Bp bocciato in condotta

  • La Repubblica

British Petroleum, il gigante del petrolio britannico, ha rimosso il suo presidente, il 63enne irlandese Albert Manifold, a nemmeno un anno dalla sua nomina. Le motivazioni ufficiali fornite dall’azienda parlano di «gravi preoccupazioni su standard di gestione, condotta e supervisione», ma non ha fornito altri dettagli, nonostante la decisione del cda sia stata unanime. Secondo fonti della Bbc, ci sarebbero accuse di “bullismo” e “metodi autoritari e dispotici”. L’azienda non conferma. Di certo, c’è stato un tonfo in borsa delle azioni di Bp pari al 5%. Nei mesi scorsi, il 18% dell’assemblea annuale degli investitori si era ribellata contro Manifold, accusato di aver derubricato le istanze “verdi” della società, che ha una capitalizzazione in borsa di circa 95 miliardi di euro. Manifold, con un passato di ceo del colosso delle costruzioni irlandese Crh, era arrivato nel settembre 2025 per fare retromarcia dopo la svolta ambientalista di British Petroleum e riconcentrarsi sullo sfruttamento di petrolio e gas. Una strategia che aveva pagato per i conti di Bp, soprattutto dopo la recente guerra di Usa e Israele all’Iran: nel primo trimestre 2026, l’azienda ha registrato profitti
eccezionali, pari a 3,2 miliardi di dollari. Negli ultimi anni, tuttavia, diversi vertici di Bp si sono dimessi clamorosamente. L’ex ceo Bernard Looney, che aveva guidato la svolta verde dell’azienda, è stato estromesso nel 2023 per aver nascosto relazioni personali con dipendenti della società. Ciò dopo le dimissioni di altri due amministratori delegati di Bp: Lord John Browne nel 2007 e Tony Hayward tre anni dopo, in seguito al disastro della fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico.