08.05.2026

Unicredit, l’affondo di Berlino “Non si tratta così Commerz”

  • La Repubblica

La scalata di Unicredit a Commerzbank, fatta anche attraverso un’Ops lanciata sul mercato, non piace ai tedeschi. E in particolare al governo. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ieri è tornato a criticare la strategia della banca italiana nei confronti di Commerzbank: «Non è questo il modo di trattare istituzioni come una banca tedesca – ha affermato Merz in un discorso rivolto ai leader del mondo imprenditoriale a Berlino -. Così si distrugge la fiducia, non la si costruisce», ha aggiunto. Martedì la banca italiana ha lanciato formalmente la sua offerta pubblica per rafforzare l’influenza su Commerzbank, dopo mesi di manovre e una feroce resistenza da parte tedesca. Merz, nel suo discorso, ha riconosciuto che l’Europa ha bisogno di grandi banche per finanziamenti complessi, ma ha aggiunto che «questo non significa che qualsiasi forma di acquisizione sia accettata senza restrizioni».
Berlino è il secondo azionista di Commerzbank con il 12% dopo Unicredit che martedì, contestualmente al lancio dell’offerta ha dichiarato di essere potenzialmente al 35,5% attraverso l’utilizzo di strumenti derivati. E oggi Commerzbank presenterà i nuovi obiettivi finanziari al 2030 che potrebbero includere nuovi tagli di posti di lavoro, dopo una precedente ristrutturazione che ha portato all’uscita di 3.900 dipendenti dall’inizio del 2025.
Intanto proprio ieri mattina la banca guidata da Andrea Orcel ha annunciato un pò a sorpresa la parziale uscita dalla Russia. Un tema che aveva tenuto banco per tutto il 2025 in quanto la sua presenza in Russia era entrata nel mirino del governo italiano e provocato il provvedimento sul Golden power che di fatto ha impedito a Unicredit di acquisire Banco Bpm.

L’acquirente delle attività russe «è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati arabi uniti, con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale, in relazione al quale Unicredit ha effettuato le previste verifiche di conformita». L’operazione prevede lo scorporo da Ao bank in una newco delle attività di pagamento internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni, che resterà al 100% sotto Unicredit. Mentre la Ao bank con le restanti attività verrà ceduta all’acquirente. Unicredit stima che il deal «generi un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base», ma non ci saranno conseguenze sulle politice di distribuzione ai soci, «in quanto i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi», né sui target di utile 2028-2030 «in quanto eventuali fattori negativi aggiuntivi rispetto a
quelli già incorporati nelle assunzioni saranno compensati».
L’operazione dovrà però avere il via libera delle autorità russe. «È in vigore un regime speciale: quando arriverà una richiesta corrispondente, essa verrà esaminata. Finora non è stata presa alcuna decisione in merito», ha detto Dmitrij Peskov, portavoce di Putin. «Si tratta di un processo decisionale piuttosto complesso».