13.06.2025 Icon

Danza, bugie e tradimenti: sì al risarcimento per lesione della dignità

Sposati dal 2007, i protagonisti della vicenda avevano fondato insieme una scuola di danza, coronamento di un progetto di vita comune.

Il castello crolla nel 2011: la donna scopre una relazione extraconiugale del marito con una giovane allieva della scuola.

Tradimento reiterato, malcelato e noto all’ambiente, tanto da generare pettegolezzi e imbarazzi.

Nonostante una prima volontà di perdonare e ricostruire, il marito persevera. Ne segue la separazione con addebito e, ora, il riconoscimento di un danno morale risarcibile.

Con la sentenza in commento, il Tribunale di Treviso, richiamando la giurisprudenza di legittimità (Cass. civ., ord. n. 26383/2020), ha ribadito che la violazione del dovere di fedeltà può dar luogo a risarcimento del danno non patrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c., a condizione che comporti una lesione di un diritto costituzionalmente garantito (salute, onore, dignità); che la sofferenza superi la soglia della normale tollerabilità; che il danno sia autonomamente provato, anche per presunzioni.

Nel caso di specie, il giudice ha riconosciuto una pluralità di lesioni:

  • alla dignità e all’onore della donna, umiliata pubblicamente;
  • alla vita professionale, compromessa da chiacchiere e tensioni;
  • alla sfera privata, violata da un tradimento clamorosamente esibito.

Il marito aveva provato a minimizzare: il dolore sarebbe stato passeggero, e la donna, ormai risollevata con un nuovo compagno e una nuova scuola, non avrebbe subito danni “seri”.

Ma il giudice ha replicato che “il tradimento non è un fatto privato se avviene sotto gli occhi di tutti e mina la reputazione in un contesto lavorativo”.

Il Tribunale ha riconosciuto un danno equitativo ex art. 1226 c.c. per la depressione, il discredito e l’umiliazione patiti dall’attrice nel contesto lavorativo e personale, liquidati in euro 10.000,00

Una decisione che conferma un principio chiaro: il tradimento può costare caro, non solo in amore, ma anche in tribunale, quando le sue conseguenze travalicano il dolore privato e diventano lesive di diritti fondamentali.

Autore Valeria Bano

Senior Associate

Milano

v.bano@lascalaw.com

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