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Scambio di dati fiscali al via

Pronto lo scambio di informazioni tra agenzie fiscali Ue e non Ue, più precisamente 76 giurisdizioni. Ok all’invio annuale entro il 30 aprile di ogni anno di codici fiscali e dati finanziari, e all’adeguata verifica fiscale dei clienti delle banche e alla radiografia di tutti i conti correnti di residenti esteri ma con una maggiore protezione della privacy. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, il garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro ha dato il via libera ma con osservazioni al provvedimento che disciplina la trasmissione da parte dell’Agenzia delle entrate dei dati finanziari e fiscali dei contribuenti verso altre amministrazioni fiscali. Sulla falsariga di quanto avviene già con l’Agenzia delle entrate americana tramite il Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act) anche 76 amministrazioni fiscali europee e non europee si sono attrezzate per uno scambio automatico di dati fiscali.

Il provvedimento dà attuazione al decreto del ministero dell’economia 28/12/2015 sullo scambio automatico di informazioni fiscali secondo lo standard Ocse del common reporting (CRS).

Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate, dunque, che ItaliaOggi è in grado di anticipare, prevede dunque che le informazioni, che gli intermediari finanziari inoltreranno all’Agenzia delle entrate, viaggeranno sulla piattaforma utilizzata per la comunicazione dei dati dell’archivio rapporti e cioè Spid.

Nella comunicazione annuale, che sarà inoltrata a regime entro il 30 aprile dell’anno successivo al periodo di registrazione del dato, si dovrà indicare il codice fiscale dell’istituzione finanziaria che invia il dato, le specifiche delle informazioni fiscali dei soggetti non residenti e il codice fiscale italiano di questi ultimi. Bisognerà anche inviare la comunicazione in assenza di dato.

Per il primo anno il provvedimento indicava come termine di invio il 30 luglio 2017, ma come emerso nel convegno organizzato da Afin (Associazione finanziaria italiana) a maggio, il provvedimento è ancora sotto la lente del Garante privacy proprio per quel che riguarda il rispetto delle norme sul trattamento dati personali.

L’Authority si è pronunciata lo scorso 26 giugno 2017 raccomandando, sebbene abbia dato parere favorevole, acché siano disciplinate le modalità di trattamento delle informazioni raccolte dall’Agenzia delle entrate e che prima dell’avvio degli scambi automatici di informazioni siano assicurate dall’Agenzia idonee garanzie in materia di protezione dei dati personali.

Cristina Bartelli

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