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Il polo di Banca Ifis e la svolta degli Npl «Non la cederemo»

Presidente di Banca Ifis e della finanziaria La Scogliera — che detiene il controllo dell’istituto guidato dal 1995 dall’amministratore delegato Giovanni Bossi — Sebastien Egon von Fürstenberg, parla della banca da lui creata con i toni di un genitore che descrive la sua creatura prediletta. «Ho fondato la Banca nel 1983 all’epoca in cui ero presidente del gruppo Americanino, una casa di moda che ebbe successo negli anni Ottanta. Vendetti la mia quota e diedi vita a Banca Ifis che nei decenni è cresciuta fino a circa 1.700 dipendenti, è quotata in Piazza Affari e ha chiuso il 2018 con un utile netto di oltre 146 milioni. La banca è l’atout che ho voluto per mio figlio Ernesto, che è il ceo di La Scogliera. Qualsiasi voce sull’ipotesi di una cessione di Banca Ifis a terzi è assolutamente priva di fondamento», afferma Fürstenberg.

Il gruppo Banca Ifis è attivo nello «specialty finance» e le principali attività di business riguardano i servizi e le soluzioni di credito alle imprese e l’acquisizione e gestione dei portafogli di crediti deteriorati, gli npl (non performing loans). Un’area d’affari letteralmente esplosa negli ultimi anni, da quando i crediti «difficili» sono diventati un fardello per l’intero sistema creditizio, al punto di costringere la banche a vendere interi «pacchetti» di npl a un prezzo pari mediamente a un quinto rispetto al valore nominale. «Si tratta di un’area di business molto interessante che continuerà a dare ritorni superiori rispetto ad altri rami dell’attività bancaria anche se presenta rischi più elevati», aggiunge. Dopo la quotazione al segmento Star di Borsa Italiana, che risale al 2003, Banca Ifis ha compiuto un importante salto dimensionale nel 2016 quando ha acquisito da GE Capital l’ex gruppo GE Capital Interbanca, attivo nel corporate lending, nel factoring e nel leasing, che ha riportato in utile in soli sei mesi. A settembre del 2018 ha completato l’acquisizione di Fbs, che ha in portafoglio 7 miliardi di crediti deteriorati ed è il quarto operatore nel settore servicing italiano. «Attualmente la nostra attività è concentrata in Italia, anche se abbiamo due controllate estere, una in Romania e l’altra in Polonia. La previsione è di una crescita per linee interne piuttosto che attraverso nuove acquisizioni», conclude.

Marco Sabella

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