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Manovra, tregua d’agosto per il Fisco Spread a 162, record da settembre 2015

Il tax day finisce in soffitta. L’accorpamento in un’unica scadenza per i versamenti di una moltitudine di tributi e di tasse viene eliminato. La novità è contenuta nel pacchetto semplificazioni del decreto fiscale, approvato dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Al posto di un’unica giornata in cui effettuare i pagamenti viene fissata la scadenza del 16 giugno per Imu e Tasi, mentre per gli altri versamenti relativi a Irpef, Ires e Irap la data è quella del 30 giugno. Luce verde anche alla sospensione dall’1 agosto al 4 settembre dei termini per rispondere alle lettere di accertamento del fisco. Una tregua estiva durante la quale non si applicherà, tra l’altro, la scadenza dei 30 giorni per pagare le somme dovute a seguito di controlli.

Sul versante della voluntary disclosure arriva una novità che ne amplia gli effetti. Finora era vietata la possibilità di aderire alla voluntary a coloro che l’avevano già utilizzata. Un emendamento di Scelta Civica consente di usare la sanatoria una seconda volta, se si tratta di mettere in regola i capitali nascosti in Italia. Il divieto di replicare resta, invece, se le somme sono detenute all’estero. Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle di Equitalia il dl Fisco estende al 2016 l’adesione alle definizione agevolata. In pratica, sarà possibile sanare la propria posizione risparmiando su sanzioni e interessi di mora, non più solo per le cartelle notificate tra il 2000 e il 2015, ma viene incluso pure il 2016. Tanto che l’estensione della sanatoria dovrebbe garantire maggiori entrate per 1,4 miliardi di euro. A specificarlo è la relazione tecnica che accompagna l’emendamento. In totale dalla rottamazione il governo si attende, dunque, 4,1 miliardi. Nel calcolo, tra l’altro, vanno conteggiati gli introiti derivanti dal pagamento delle cartelle dei comuni che non utilizzavano Equitalia per la riscossione. Un emendamento estende la rottamazione ai pagamenti di tributi e sanzioni di tutti gli enti locali. Il decreto contiene inoltre l’allungamento dei termini per rateizzare le cartelle: la scadenza ultima slitta da marzo a settembre 2018 e le rate salgono da 4 a 5. Nel provvedimento, che da lunedì prossimo sbarca in aula, in vista dell’arrivo della manovra fissato per il 24 novembre, salta la norma che avrebbe consentito di estinguere i pignoramenti dei beni pagando la prima o unica rata delle somme dovute per la rottamazione delle cartelle.

Nel pacchetto approvato figura la proroga, fino al 30 settembre 2017, delle posizioni dei dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, che la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimi poiché non hanno superato un apposito concorso. In attesa della legge di Bilancio al ministero dell’Economia monitorano l’andamento dei titoli di Stato, finiti sotto pressione negli ultimi giorni. Lo spread tra Btp e Bund ha raggiunto i 162 punti base, e il rendimento del decennale italiano balza all’1,89%, segnando i massimi da settembre 2015.

Andrea Ducci

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