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Londra più ricca con gli italiani

La “terza diaspora” che ha portato 700mila italiani a trasferirsi Oltre Manica ha recato grandi benefici al Regno Unito ma danneggia le prospettive di lungo termine dell’Italia: questa la conclusione di uno studio presentato ieri sull’emigrazione italiana condotto dall’associazione Talented Italians in Uk per conto della Camera di Commercio Italiana in Gran Bretagna.
Gli italiani che emigrano in Gran Bretagna tendono a essere giovani o comunque in età lavorativa e dotati di un livello di istruzione elevato o di competenze specifiche e sono quindi una perdita netta per l’Italia e un guadagno per la loro nuova patria in termini di maggiore produttività, introiti fiscali e crescita economica. Sono presenti in tutti i settori, dalla finanza alla ricerca scientifica, dall’ospitalità al mondo accademico, dall’industria all’edilizia.
L’Italia istruisce e forma i giovani ma poi non offre loro opportunità di lavoro e di carriera. Secondo stime conservatrici, l’emigrazione ha un costo pari all’1% del Pil e anche costi indiretti come il mancato sviluppo socio-culturale del Paese.
«La fuga dei cervelli non deve continuare perché l’Italia non se lo può permettere -, dichiara Brunello Rosa, uno degli autori dello studio -. Altrimenti il potenziale di crescita dell’Italia, già molto basso, continuerà a calare nel tempo fino a quando il Pil non sarà più in grado di sostenere il debito pubblico accumulato negli anni».
Lo studio propone una serie di riforme che l’Italia dovrebbe promuovere in diversi settori per tentare di invertire il trend. Le misure fiscali adottate anni fa, sottolinea lo studio, «non hanno fermato il fenomeno dell’emigrazione di massa».
Servono «riforme strutturali per creare un ambiente piú favorevole per il business e permettere alle persone capaci di emergere» e un riconoscimento delle esperienze che gli italiani hanno maturato all’estero. Grazie al legame tra Borsa Italiana e London Stock Exchange, ad esempio, Milano potrebbe diventare un hub per i clienti in Europa meridionale e Medio Oriente.

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