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Lavoro, tavolo settimana prossima

di Davide Colombo

Ancora una settimana e il Governo alzerà il velo su uno dei nodi più delicati della riforma del mercato del lavoro, quello delle risorse per finanziare i nuovi ammortizzatori sociali. I tecnici dell'Inps stanno lavorando alle stime sui possibili fabbisogni che può generare una platea estesa fino a 12 milioni di beneficiari potenziali. Mentre all'Economia si studiano le alternative di copertura in termini di trasferimenti aggiuntivi da assicurare per il passaggio, dal 2017, al nuovo sistema con una cassa integrazione e un'indennità di disoccupazione.
Ieri il ministro Elsa Fornero ha confermato che l'impegno del Governo non cambia: «Sulla riforma del mercato del lavoro, lavoriamo, stiamo lavorando. Il tavolo lo convocheremo a brevissimo», ha assicurato. Ma il nuovo incontro in «plenaria», dopo la cancellazione di quello di giovedì scorso, sarà solo la prossima settimana. Da mercoledì, peraltro, il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sarà negli Usa, per una iniziativa all'Onu, e rientrerà tra domenica e lunedì prossimo.
In vista del tavolo, la Cgil ieri ha ribadito di volere l'accordo, che ritiene «possibile», ma ha anche avvertito il Governo: se dovesse «strappare» e decidere «autonomamente» non resterà a guardare. «La risposta non sarà uno sciopero generale, la fiammata di un giorno», come fu con la riforma delle pensioni, ma passerà per «la costruzione di un movimento che durerà», attraverso un percorso di mobilitazione da mettere in campo, ha garantito il leader della confederazione di corso d'Italia. La proposta della Cgil, condivisa da Cisl e Uil, è per un'intesa che punti sulla lotta alla precarietà e l'allargamento delle tutele con un sistema di ammortizzatori sociali universale, «ma senza togliere a chi ha e dare poco a chi verrà», come è successo con la riforma delle pensioni, la cui «partita non è chiusa e va ripresa» ha ripetuto Susanna Camusso.
L'individuazione e la quantificazione delle risorse necessarie per sostenere il nuovo sistema dei sussidi rappresentano «la premessa», un «elemento essenziale» del nuovo confronto Governo-parti sociali, ma per quell'appuntamento il Governo dovrà anche indicare i dettagli del nuovo sistema, dalla durata di Cig e disoccupazione alla platea e i requisiti per accedervi, ha sottolineato ancora Camusso. La riforma del mercato del lavoro «va fatta», ha insistito, ma «non ci piace che la si contrabbandi come operazione per la crescita». Mentre sull'articolo 18 la posizione non muta: «Continuiamo a pensare che non sia al centro della trattativa. Non c'è ragione di intervenire; non c'è una sola ragione – ha insistito Camusso – che ci possa far cambiare opinione».
Ieri il ministro Fornero ha intanto annunciato nuovi contenuti della riforma: norme specifiche sulla conciliazione dei tempi lavoro-famiglia di uomini e donne e contro la pratica delle dimissioni in bianco. Quella delle dimissioni in bianco è una «pratica vergognosa» ma «non è opportuno ripristinare la vecchia legge, che aveva problemi di applicazione», ha chiarito il ministro intervenendo ad un convegno di Banca Etica. Da qui l'indicazione di un intervento specifico con la riforma.
Il ministro ha poi ricordato come tutte le statistiche evidenzino la «bassa partecipazione» delle donne al mercato del lavoro. «Siamo in posizioni imbarazzanti nel contesto internazionale e nei confronti europei – ha detto – ci sono però differenze nelle diverse aree del Paese. Al Nord la partecipazione delle donne è grosso modo ai livelli europei. Ma non dimentichiamoci che a Sud la partecipazione è al 30%. C'è una carenza di occasioni di lavoro e questo è uno dei temi centrali della riforma». L'intenzione è di combattere anche l'idea che il ruolo della donna sia quasi esclusivamente nella famiglia. «La conciliazione – ha concluso Fornero – è possibile. Alcune cose saranno inserite nella riforma, poche perché non abbiamo molte risorse. Noi vogliamo che la conciliazione sia un tema trasversale uomini-donne».

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