Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’America avvia la riforma dei derivati

Doppia azione delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti per migliorare la trasparenza del mercato finanziario, con un occhio ai tassi interbancari e l’altro ai derivati. Da un lato la commissione bancaria del Senato ha avviato una propria indagine sullo scandalo Libor e sentirà in luglio il segretario al Tesoro Timothy Geithner e il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke (l’obiettivo, ha detto il presidente della commissione Tim Johnson, «è capire il potenziale impatto di qualunque manipolazione sui consumatori e sul sistema finanziario americano»). Dall’altro la Commodity Futures Trading Commission, l’autorità Usa di vigilanza sugli scambi di future e opzioni, ha approvato (con quattro voti favorevoli e uno contrario, quello del democratico Bart Chilton) un documento che precisa quando i prodotti derivati debbano essere considerati swap.
Non ci si aspetti una definizione da manuale scolastico (gli swap sono complessi strumenti finanziari che prevedono lo scambio di flussi di cassa o di pagamenti con lo scopo di ridurre potenziali perdite e rischi finanziari; ovviamente possono anche consentire, a seconda del movimento speculativo e del rischio assunto, di realizzare profitti sulle variazioni di prezzo). La «definizione» è un documento di 600 pagine, che delinea la cornice di azione con cui si cerca di fare chiarezza su un settore opaco e ancora poco regolamentato, che vale 650mila miliardi di dollari a livello globale. Il testo parla di regole più stringenti soprattutto ai colossi del settore finanziario, come JpMorgan Chase e Barclays, per citare casi finiti di recente sotto la lente di ingrandimento dei media per problemi con i derivati. Sono previste esenzioni: le piccole banche con asset al di sotto dei 10 miliardi di dollari (il Congresso aveva chiesto alla Commissione di includerle) non ricadono sotto una parte delle definizioni, alcuni prodotti assicurativi non saranno considerati derivati e saranno escluse le aziende commerciali che utilizzano questi strumenti per l’hedging (riduzione del rischio). La Cftc prevede che saranno circa 30mila le banche e aziende esentate.
Le nuove definizioni della Cftc hanno implicazioni importanti: intanto vi sono progressi significativi per l’applicazione della Dodd-Frank Act, la riforma finanziaria passata dal Congresso e firmata in legge dal presidente Barack Obama nel 2010.
Il testo approvato ieri è funzionale all’applicazione di altre regole già varate dalla Cftc (per esempio quella sulle linee guida per la notifica dei contratti) e all’attuazione di almeno venti emendamenti su trading, diffusione e raccolta di dati, previsti dalla Dodd-Frank Act e ancora in sospeso (potrebbero ora entrare in vigore già a partire da settembre). Inoltre, le autorità di regolamentazione avranno in mano uno strumento preciso per evitare che una crisi come quella del 2007-2009 si ripeta in futuro. Non ha dubbi in questo senso Gary Gensler, presidente della Cftc: «ci sarà ora più trasparenza, minori rischi per gli americani, più controlli e per la prima volta si farà luce sul mercato degli swap». E poi? «In seguito il Congresso preciserà ancora meglio le definizioni e lo faremo anche noi», ha detto.
Un processo ancora in evoluzione dunque, ma che prosegue senza interruzioni. Proprio lunedì la Sec, la Consob americana, aveva dato il via libera a un documento analogo, volto a precisare quali prodotti finanziari saranno soggetti al Dodd-Frank Act. Il testo ricalca peraltro un altro documento del 2011, già contenuto nella riforma della finanza. «Era cruciale definire la parola swap, quali prodotti siano interessati dalle nuove regole e quali invece no», ha detto ancora Gensler. La mossa della Sec prima e della Cftc poi vanno guardate in un’ottica più generale: le agenzie di regolamentazione americane sono chiamate a rispettare le scadenze fissate dal G20 nell’ambito del processo di rafforzamento, entro la fine dell’anno, dei meccanismi di supervisione e risposta alla crisi, per evitare che i problemi che hanno portato al collasso di Lehman Brothers e ai salvataggi miliardari dei colossi finanziari Usa – American International Group, in testa – si ripresentino in futuro.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Bce si libera le mani per tenere i tassi ai minimi ancora a lungo, nella sfida decennale per cen...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vivendi fa un passo indietro in Mediaset, e Fininvest uno in avanti nel capitale di Cologno monzese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La riforma fiscale partirà con il taglio del cuneo, cioè la differenza tra il costo del lavoro e ...

Oggi sulla stampa