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Il Tesoro torna nel capitale Mps Il premier assicura: banche solide

In una giornata affollata di notizie sulle banche, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, vuole essere rassicurante: «Il sistema è solido, dove ci sono sofferenze ci sono autorità di garanzia pronte a intervenire», afferma da Bruxelles. Sembra che voglia anche annunciare il varo a giorni del provvedimento destinato a risolvere il problema delle partite deteriorate che appesantiscono i bilanci delle banche e bloccano risorse che potrebbero affluire all’economia, ma non è così. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, domenica scorsa a Istanbul ha detto che le misure arriveranno il prima possibile, ma gli approfondimenti sono ancora in corso. La questione del resto è complessa. Si tratta di individuare una soluzione, con l’intervento pubblico, per quei finanziamenti che i clienti — soprattutto le imprese — non hanno restituito in questi anni di crisi e forse in molti casi (le cosiddette sofferenze) non lo faranno mai, che però potrebbero trovare un mercato se cartolarizzati, se trasformati cioè in titoli. Si parla così di bad bank, banca cattiva, anche se Padoan, respinge la formula («non ci saranno bad bank» dice) spiegando che l’intervento — ci si sta muovendo verso la previsione di una garanzia pubblica sui titoli cartolarizzati — sarà definito sulla base dell’approfondimento fatto dagli esperti del ministero dell’Economia e della Banca d’Italia con quelli della Commissione europea che vigila sul divieto di dare aiuti di Stato al settore creditizio. 
Renzi rassicura. Ma sulle banche le notizie, come si è detto, fioccano. E in una giornata come quella di ieri prevalgono le negative. Come l’apertura dell’inchiesta della Procura di Roma sulla base della denuncia fatta dalla Consob sulle operazioni anomale con plusvalenze da 10 milioni che avrebbero accompagnato l’annuncio delle riforma delle Popolari. Una riforma che ha acceso in Parlamento la protesta delle opposizioni, da Forza Italia al M5S, che chiamano in causa direttamente il premier. E poi c’è il caso della Banca Popolare dell’Etruria, commissariata per gravi perdite sul patrimonio, mentre il Monte dei Paschi di Siena, in attesa del via libera di Francoforte al suo piano di aumento di capitale, fa i conti col prossimo ingresso nell’azionariato del Tesoro .
Certo complessivamente il sistema bancario ha un patrimonio adeguato e ci sono segnali di miglioramento nella concessione dei prestiti a famiglie e imprese, ma anche al di là dei casi di mala gestio, come li chiama il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, è un sistema che ha bisogno in gran parte di una riorganizzazione. Secondo Bankitalia, dopo le Popolari, occorrerà varare la riforma delle Banche di credito cooperativo per le quali — come ha osservato ieri il capo della Vigilanza, Carmelo Barbagallo — «l’integrazione è un obiettivo non più rinviabile»

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