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Il caro-tasse vale due mesi di spesa

Una scia lunga, almeno fino al 2014. Le manovre economiche pesano e continueranno a pesare sui conti delle famiglie italiane: rispetto al 2010 il prelievo fiscale aumenterà in media del 20 per cento. Dai carburanti auto alla casa, dai beni di consumo alle addizionali Irpef, un nucleo con due figli arriverà a spendere fino a 1.200 euro in più. In realtà, ognuno contribuirà dalla sua prospettiva per un importo che vale circa due spese mensili in alimenti e bevande. Lo studio realizzato da Federdistribuzione (organismo di coordinamento e di rappresentanza composto da sette associazioni nazionali della distribuzione commerciale) e centro studi Sintesi mette in risalto come l’aumento della pressione non stia risparmiando nessun aspetto della vita quotidiana.
Tra passato e futuro
Lo studio prende in considerazione il possibile aumento dell’Iva dal prossimo anno. Un’eventualità appena spostata avanti di qualche mese dal decreto sulla spending review. Se non andrà in porto il riordino dei bonus o non saranno recuperati i 6,56 miliardi di euro necessari a far quadrare i conti, a partire dal 1° luglio 2013 l’imposta sul valore aggiunto passerà dal 21 al 23% e dal 10 al 12 per cento. Poi entrambe le aliquote perderanno un punto percentuale a partire dal 2014. Che cosa significa? Un nucleo di quattro persone dovrà spendere 214 euro in più l’anno prossimo, un single 124 euro e una coppia di anziani 133 euro. Senza dimenticare che da metà settembre dello scorso anno le famiglie italiane hanno dovuto farsi già carico dell’aumento dell’Iva dal 20 al 21% deciso dalla legge di conversione del decreto di Ferragosto. Un rincaro che ha riguardato anche settori come l’abbigliamento e l’elettronica. Mentre l’eventuale balzo in avanti da luglio dell’anno prossimo colpirebbe anche alcuni prodotti alimentari, come carne e pesce. Non a caso la manovra sull’Iva pesa fino a un terzo (sui profili analizzati) del totale degli aumenti d’imposta.
In continua ascesa
L’Iva, naturalmente, incide anche sui carburanti. Anche se in questo caso a farla da padrona sono le accise. Qui, però, non sono intervenute solo le ultime Governo. Quasi ogni governo ha apportato un rialzo: dal finanziamento della guerra di Etiopia al reperimento delle risorse per i terremoti nel Belice, in Friuli e in Irpinia. Più di recente il decreto salva-Italia ha introdotto un rincaro stimabile in 8,2 centesimi al litro per la benzina e 11,2 per il gasolio. Di recente è arrivato anche l’aumento di 2 centesimi per far fronte al terremoto che ha colpito Emilia, Lombardia e Veneto. Una stratificazione nel tempo che porterà, per esempio, un single a sostenere per questa voce un esborso di circa 200 euro in più rispetto al 2010.
Imu e addizionali
Da quest’anno anche l’abitazione principale fa allungare la lista delle spese fiscali. Gli italiani si sono appena lasciati alle spalle il primo appuntamento con l’Imu a giugno. I proprietari torneranno alla cassa a dicembre per il saldo a meno che non abbiano scelto di dividere l’acconto in due tranche. Un costo secco in più, che per le famiglie-tipo considerate arriva a 270 euro. Naturalmente la proprietà di una seconda abitazione farebbe lievitare il conto, anche per le maggiori aliquote. Così come un costo in più sono le addizionali Irpef, con l’aumento retroattivo sul periodo d’imposta 2011 che i contribuenti stanno pagando quest’anno.

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