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Carige, dopo il no di Cassa Centrale Banca sono in pista Agricole, Bper e UniCredit

Credit Agricole, Bper, UniCredit: sono queste le strade che potrebbero essere battute a breve per trovare il cavaliere bianco di Carige. Alcuni contatti, ancorchè informali, sarebbero stati già instaurati tra la sponda del Fondo interbancario e i potenziali acquirenti. Servirà tempo per capire le possibili evoluzioni, anche perché molti sono i tasselli che devono andare al loro posto e nulla è scontato.

Certo è che quello che fino ad oggi appariva il naturale candidato a prendere il comando della banca ligure avrebbe oramai fatto un passo indietro tirandosi fuori. Cassa Centrale Banca, la holding trentina che raccoglie 77 Bcc e che detiene l’8,3% di Carige, ha comunicato lunedì sera al Fitd che non eserciterà l’opzione che gli permetterebbe di acquistare (call) l’80% del capitale della banca genovese in mano al veicolo presieduto da Salvatore Maccarone. La decisione, nell’aria da tempo, è stata comunicata ai vertici del Fitd al termine di un lungo Cda della Cassa trentina, in cui sono emerse due linee distinte che non avrebbero permesso di raggiungere l’unanimità nella decisione, fatto che secondo alcune letture lascerebbe aperto uno spiraglio in extremis. Lo scontro in verità è tra un’anima, quella minoritaria, che caldeggia di proseguire la trattativa con il Fitd su altre basi rispetto a quelle attuali, nel tentativo di chiudere il deal con un forte sconto; l’altra anima, prevalente, impone invece cautela e un ritiro senza rilanci. Ccb avrebbe dunque motivato la scelta di non esercitare la call (per cui era stato dato tempo fino a fine anno, termine poi anticipato a marzo) con il deterioramento della situazione economica e le incognite legate alla pandemia.

Oggi dunque il Fitd, assistito da Kpmg, dovrà ripartire da qui. Il Consiglio odierno dovrebbe prendere atto della decisione della holding e nel contempo confermare il pieno sostegno alla banca timonata da Francesco Guido, aprendo però le porte a un piano B, ovvero la business combination con un’altra banca. Nel risiko che sembra pronto ad aprirsi, Carige potrebbe essere un tassello “adattabile” a più incastri: da Credit Agricole, che però fino a giugno è impegnata con l’Opa su Creval, a Bper, che secondo rumors sarebbe destinata a “sposarsi” con BancoBpm. Tra i potenziali candidati ci sarebbe anche UniCredit, che però avrà altri dossier su cui ragionare prioritariamente, da Mps a BancoBpm a Mediobanca. Nelle trattative, il Fitd farà valere i fattori di forza della propria controllata: gli elevati ratio patrimoniali, la qualità degli attivi e il tesoretto delle Dta. L’obiettivo è vendere entro l’anno, anche per consentire all’acquirente di sfruttare i benefici sulle Dta, con la firma nella seconda parte dell’anno.

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