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Aumento Unipol-Fonsai, banche socie con il 20%

Si chiude con 457 milioni mancanti su 2,2 miliardi il doppio aumento di capitale di Fonsai e Unipol necessario per il salvataggio della compagnia che fu della famiglia Ligresti e per arrivare alla fusione tra le due compagnie sotto il controllo delle cooperative azioniste di Unipol. Un risultato secondo le previsioni della vigilia che porterà le banche garanti dell’aumento ad accollarsi quasi mezzo miliardo, con la conseguenza di ritrovarsi seconde azioniste in entrambe le compagnie: in Fonsai con il 21,5% e in Unipol con il 20,3%.
In particolare saranno soci importanti Mediobanca e Unicredit — capofila del consorzio di garanzia composto da Barclays, Credit Suisse, Deutsche Bank, Nomura, Ubs con accanto Banca Akros, Banca Aletti, Carige e Centrobanca — che dovrebbero assumere complessivamente metà dell’inoptato. Unipol dal canto suo ha sottoscritto, come da impegni, sia tutte le azioni di risparmio Fonsai sia una ulteriore quota del 4,9% per 45 milioni (ieri la quota era a 30,9 milioni destinata però a salire non appena saranno emesse tutte le azioni). Complessivamente dunque a carico delle banche dovrebbe esserci poco più di 400 milioni.
Tutti gli istituti procederanno nel tempo al collocamento sul mercato delle azioni ricevute. Secondo gli accordi, la cessione avverrà in maniera coordinata e proporzionale e con il vincolo (sembra non formale) a non vendere sotto il prezzo di collocamento di 1 euro per Fonsai e 2 euro per Unipol. L’operazione dovrebbe concludersi entro pochi mesi. In quest’ambito ieri Unicredit ha comunicato di avere vincolato per 120 giorni (lock-up) la sua attuale quota del 6,6% di Fonsai, che possedeva da prima dell’aumento, proprio per «consentire una gestione ordinata delle azioni ordinarie Fondiaria Sai non sottoscritte dal mercato». Il coordinamento si è reso necessario anche perché Mediobanca, per vincoli antitrust, deve liberarsi delle partecipazioni in Fonsai — si dice entro sei mesi ma non ci sono conferme — e dunque è un venditore obbligato che potrebbe deprimere le azioni.
La chiusura dell’operazione sembra giovare al titolo: sul mercato ieri Fonsai ha guadagnato il 7,59% a 1,077 euro con grandi volumi, e Unipol il 3,3% a 2,068 euro. Le spiegazione che arriva da fonti del consorzio di garanzia è che la decisione della Bce sull’acquisto dei bond sovrani ha reso più positivo il clima sulle compagnie assicurative, che hanno in pancia forti investimenti in titoli di Stato. Le attese sono poi di un allineamento di Fonsai all’andamento del settore assicurativo in Europa — che da luglio ha guadagnato il 20% mentre la compagnia è rimasta inchiodata al prezzo dell’aumento — e sul recupero nella gestione tecnica del ramo danni. Adesso la parola passa a Unipol: il gruppo guidato da Carlo Cimbri deve procedere alla fusione a quattro (Premafin, Fonsai, Milano Assicurazioni, Unipol) e poi al ridisegno e al rilancio della nuova entità.

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