Per la prima volta nella storia di Lvmh, nel corso dell’assemblea per il bilancio 2025, Bernard Arnault dà spazio ai suoi cinque i figli. Ma il fondatore e primo azionista del colosso del lusso, il cui mandato scadrà nel 2034, resta in sella e a chi gli chiede della successione dice: «Mi avete rinnovato l’anno scorso al 99% per i prossimi dieci anni. Quindi ne riparleremo tra setteotto anni, se volete». Il patron continua quindi a pianificare il futuro del gruppo. «Le prospettive a cinque anni sono entusiasmanti: Tiffany diventerà il leader della gioielleria, Vuitton e Dior hanno prodotti eccezionali, Loro Piana cresce e siamo orgogliosi che la famiglia resti al nostro fianco – dice monsieur Arnault – Quanto alle previsioni 2026 il conflitto in Medio Oriente sarà dirimente: se si risolvesse in tempi brevi, torneremo a crescere già dal secondo semestre, altrimenti fronteggeremo questa crisi come ne abbiamo superate alte preservando i margini».
Il primo figlio a parlare è Jean Arnault, che si occupa della manifattura degli orologi Vuitton, segue Frédéric che porta avanti il rilancio di Loro Piana, Alexandre, che è vicepresidente della divisione vini e alcolici, punta invece a crescere in Africa, dove Moët Hennessy ha il 90% delle quote di mercato. «Oggi in Africa ci sono 1,5 miliardi di persone – spiega Alexandre Arnault – nel 2025 ce ne saranno 2,5 miliardi, vediamo grandi opportunità in Sudafrica e in Nigeria».
Delphine Arnault, ceo di Dior, programma nuove aperture, tra cui a settembre quella in via Montenapoleone, infine Antoine Arnault parla di sostenibilità, e annuncia il ritorno a ottobre delle Journées Particulières dedicate alla manifattura d’eccellenza.
«Non spaventatevi per l’andamento del titolo – ricorda Bernard Arnault agli investitori – costruiamo valore nel lungo periodo: infatti appena scende io compro, quest’anno siamo saliti sopra il 50% del capitale. Investiamo nella qualità dei prodotti e nei negozi, come la nave di Vuitton a Shanghai, realizzata sotto la supervisione di Pietro Beccari, che ringrazio, un nuovo spazio che ha attirato 1,4 milioni di visitatori. Pensate cosa direbbero i sindacati se facessimo
la stessa cosa in Place de la Concorde». Anche perché Lvmh nel 2025 ha pagato 5,5 miliardi di tasse «di cui la metà allo Stato francese», aggiunge Arnault. Tra i nuovi investimenti c’è poi il settore dell’ospitalità. «Con Michael Burke, mio storico collaboratore – conclude – apriremo uno Cheval Blanc in Florida assieme a un architetto incredibile. Investimenti che facciamo oggi, i cui frutti si vedranno nel tempo».