28.10.2026

AI, 120 mila posti in meno negli Usa In Europa tagli per bancari e statali

  • Il Corriere della Sera

Centoventimila tagli attribuiti all’AI in nove mesi negli Stati Uniti. Trentamila annunciati solo da Amazon. Ora, Microsoft offre incentivi all’esodo a una platea potenziale di 60 mila dipendenti, mentre nei Paesi Bassi persino il governo vuole eliminare 25 mila posti pubblici in dieci anni.

Dietro questi numeri, però, non c’è un’unica storia. C’è chi automatizza il lavoro, chi ridisegna l’organizzazione e chi taglia per trovare risorse da investire proprio nell’AI. Secondo Challenger, Gray & Christmas, da gennaio l’intelligenza artificiale è stata indicata come la causa di 120.136 tagli del personale in Usa, il 21% dei 573 mila complessivi. Quasi uno su cinque. Nel 2025 i tagli annunciati e attribuiti all’AI erano stati circa 55 mila. Ora sono più del doppio.

Block, la società di pagamenti fondata da Jack Dorsey, ha annunciato oltre 4 mila tagli, quasi metà dell’organico, sostenendo che l’AI consente ormai di fare di più con meno persone. Anche Atlassian ha collegato chiaramente i 1.600 esuberi all’autofinanziamento dell’AI; HP ne ha stabiliti fino a 6 mila. E ora Microsoft che, dopo i 4.800 annunciati a luglio, propone uscite volontarie in Usa, Canada, Uk e India.

Ridurre il personale può servire a migliorare i margini e a liberare risorse. Microsoft investirà quest’anno 175 miliardi di dollari, sopratutto in infrastrutture e AI; Amazon 220; Meta fino a 145, mentre ha annunciato una raccolta da 95 miliardi, alla quale Nvidia, il colosso dei chip, parteciperà con 3 miliardi.

E in Europa? Barclays ha previsto circa 5 mila tagli, Allianz Partners fino a 1.800. Intesa Sanpaolo programma 12.400 uscite, metà delle quali recuperate con assunzioni di giovani. Ma la mannaia arriva anche nel pubblico: l’Olanda punta a ridurre di un quinto il personale statale per risparmiare 3,5 miliardi: nel 2027 dirà come intende usare l’AI per raggiungere l’obiettivo.

La trasformazione non risparmia neppure chi occupa i gradini più alti. Secondo l’Ocse, tra le professioni maggiormente esposte all’AI figurano manager e specialisti della finanza, chiamati a confrontarsi con algoritmi capaci di svolgere una parte crescente delle loro attività. Ma per molti giovani il rischio è di non riuscire nemmeno a entrare. Negli Usa, secondo Stanford, tra i 22 e i 25 anni l’occupazione nelle professioni più esposte all’AI è cresciuta del 19% in meno rispetto a quella dei coetanei impiegati in altre attività.