09.12.2025

Riforma forense, per gli studi organizzati è un’occasione persa. La Scala su Affari Legali

  • Affari Legali

Nel dibattito sulla riforma dell’ordinamento forense, una delle questioni più controverse riguarda l’apertura, o meglio, la mancata apertura, della professione al capitale esterno. Un tema cruciale per la competitività degli studi legali in un contesto ormai globale.

Come evidenzia Marco Pesenti, Senior Partner di La Scala Società tra Avvocati “l’art. 16 del disegno di legge introduce introduce limiti talmente stringenti alla partecipazione del socio finanziatore da rendere di fatto difficile ogni reale apertura del settore al capitale esterno. Una scelta che viene giustificata in nome della tutela dell’indipendenza dell’avvocato, ma che finisce per trasformarsi in un freno allo sviluppo di uno dei comparti professionali non proprio più avanzati del Paese. Senza peraltro, almeno al momento, pensare alle società già costituite e allo tsunami che le travolgerebbe se in proposito non ci fossero delle norme ad hoc”.

Perché è un problema?
Limitare l’apporto di capitale significa indebolire la possibilità per gli studi di:
1. crescere e innovare,
2. garantire servizi più efficienti e specializzati,
3. sviluppare modelli organizzativi moderni e trasparenti.

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