In occasione della conferenza “La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve per lo sviluppo”, tenutasi lo scorso 2 luglio a Roma ed organizzata dalla Banca d’Italia e dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), il Governatore della Banca d’Italia ha delineato una visione sistemica del rapporto tra innovazione tecnologica, finanza e sviluppo economico, evidenziando le implicazioni che l’intelligenza artificiale (IA) è destinata ad assumere anche sul piano istituzionale e regolatorio.
Gli agenti di IA e le nuove prospettive dell’innovazione
L’intervento prende le mosse dalla constatazione che l’intelligenza artificiale rappresenta ormai una realtà consolidata nei processi produttivi, nella ricerca e nei servizi, caratterizzata da un’evoluzione tecnologica estremamente rapida; evidenzia, inoltre, come l’innovazione stia progressivamente riducendo i costi e le barriere di accesso alla tecnologia, ampliandone le potenzialità applicative per il sistema produttivo e sottolinea, in particolare, la diffusione di nuovi modelli progettati per i cosiddetti “agenti di intelligenza artificiale”, capaci di svolgere compiti complessi con un elevato grado di autonomia, anche collaborando tra loro e con le persone; e l’arrivo sul mercato di dispositivi portatili dotati di una capacità di calcolo che fino a qualche anno fa richiedeva infrastrutture specializzate.
Il Governatore evidenzia il contributo che una diffusione ampia e tempestiva dell’IA può offrire al recupero della produttività italiana, individuando nella manifattura uno degli ambiti di maggiore impatto.
L’adozione di sistemi intelligenti consentirebbe infatti di migliorare l’efficienza dei processi produttivi, ridurre gli sprechi, ottimizzare l’impiego delle risorse e valorizzare il patrimonio informativo generato dalle imprese.
Analogamente, nel settore sanitario, l’intelligenza artificiale potrebbe accelerare le diagnosi, favorire percorsi terapeutici più efficaci e sostenere la ricerca farmacologica, con evidenti ricadute sul benessere collettivo.
Governance della trasformazione tecnologica
Di particolare interesse, sotto il profilo giuridico, è il passaggio dedicato alla governance della trasformazione tecnologica. Il Governatore sottolinea come la rapidità del cambiamento renda necessario accompagnare l’innovazione mediante investimenti nelle competenze, politiche di formazione e strumenti di tutela per i lavoratori maggiormente esposti agli effetti della transizione digitale.
Si tratta di una prospettiva coerente con l’impostazione europea delineata dall’AI Act e con il più ampio obiettivo di assicurare uno sviluppo tecnologico antropocentrico, nel quale la tutela della dignità della persona e del lavoro costituisce il parametro fondamentale dell’innovazione. L’intelligenza artificiale, secondo il Governatore, deve rimanere uno strumento al servizio della persona, della responsabilità e della libertà, affinché il progresso tecnologico possa tradursi in autentico progresso umano e non alimenti nuove forme di disuguaglianza.
Il ruolo della finanza nel sostegno agli investimenti in IA
Un ulteriore profilo affrontato riguarda il ruolo del sistema finanziario. La transizione verso un’economia fondata sull’intelligenza artificiale richiederà investimenti prevalentemente immateriali – ricerca, software, dati, competenze e organizzazione – caratterizzati da elevata rischiosità e da orizzonti di rendimento di lungo periodo. In tale scenario emerge la necessità di una finanza “paziente”, capace di sostenere il capitale di rischio e di favorire mercati finanziari più profondi, in grado di accompagnare le imprese innovative nelle diverse fasi della crescita.
Il messaggio conclusivo assume una valenza che travalica la dimensione economica. Pur disponendo di un significativo patrimonio di risparmio, competenze e capacità industriali, Italia ed Europa devono rafforzare i meccanismi di mobilitazione dei capitali verso l’innovazione, creando le condizioni affinché l’intelligenza artificiale non rimanga confinata ai laboratori di ricerca o alle grandi imprese tecnologiche, ma diventi una leva diffusa di competitività e sviluppo sostenibile.
L’intervento del Governatore conferma, dunque, come la sfida dell’intelligenza artificiale non riguardi esclusivamente l’innovazione tecnologica, ma investa direttamente il diritto dell’economia, la regolazione dei mercati finanziari e le politiche pubbliche.
La capacità delle istituzioni di coniugare investimenti, regole e tutela dei diritti costituirà uno degli elementi decisivi per assicurare che la trasformazione digitale si traduca in una crescita inclusiva e sostenibile del sistema economico europeo.
11.09.2026