09.04.2026 Icon

Tariffe definitive gas 2025: tra correzioni retroattive e nuovi equilibri regolatori

L’aggiornamento delle tariffe di distribuzione e misura del gas naturale per il 2025 si inserisce in un quadro regolatorio sempre più articolato, segnato da esigenze di certezza, sostenibilità degli investimenti e tutela dell’utenza finale.

La deliberazione Arera 31 marzo 2026, n. 107/2026/R/GAS stabilisce in via definitiva le tariffe di riferimento, affrontando al contempo questioni rilevanti quali la gestione delle rettifiche tariffarie, l’applicazione dei tetti agli investimenti nelle località in avviamento e il riconoscimento dei costi nelle nuove gestioni d’ambito. Il provvedimento si distingue per una soluzione che bilancia rigore regolatorio e flessibilità applicativa, confermando la centralità del meccanismo perequativo e delle logiche di efficienza.

Un sistema tariffario tra regole consolidate e margini di correzione

Il provvedimento si fonda sull’impianto della regolazione tariffaria per il periodo 2020-2025 (RTDG), ribadendo il principio secondo cui le tariffe di riferimento devono essere approvate entro il 31 marzo dell’anno successivo sulla base dei dati consuntivi. In tale contesto, assume rilievo il sistema delle rettifiche, che consente alle imprese distributrici di correggere errori nei dati patrimoniali e fisici entro finestre temporali predefinite.

Particolarmente significativo è il diverso trattamento degli effetti delle rettifiche: se favorevoli all’utenza, produrranno effetti retroattivi mentre, se vantaggiose per le imprese, opereranno solo pro-futuro. Tale asimmetria risponde a una chiara logica di tutela del cliente finale, ma introduce elementi di potenziale rigidità per gli operatori, soprattutto in presenza di errori non imputabili a condotte opportunistiche.

Investimenti e tetti di spesa: il nodo delle località in avviamento

Uno dei profili più complessi riguarda il riconoscimento dei costi di capitale nelle località di nuova metanizzazione. La deliberazione applica le disposizioni già aggiornate nel 2025, articolando il meccanismo in tre fasi e introducendo un tetto alla spesa per utente servito.

Di particolare impatto è la previsione della terza fase, che comporta una possibile decurtazione retroattiva degli investimenti qualora venga superata la soglia di spesa unitaria. Tale meccanismo, pur giustificato dall’esigenza di contenere inefficienze, incide sulla prevedibilità dei ritorni economici e può rappresentare un fattore di rischio per gli operatori, specie in contesti territoriali caratterizzati da domanda incerta.

La deliberazione, tuttavia, introduce elementi di flessibilità, ad esempio escludendo dal tetto alcuni investimenti legati al gas rinnovabile e prevedendo rinvii per la rideterminazione tariffaria in presenza di dati non consolidati.

Rettifiche, istanze e indennità: una gestione procedurale rigorosa

Il provvedimento affronta in modo puntuale le istanze di rettifica e rideterminazione tariffaria presentate dalle imprese, accogliendo diverse richieste, tra cui quelle relative a dati patrimoniali non correttamente dichiarati o a documentazione contabile sopravvenuta.

Di rilievo è anche l’applicazione sistematica dell’indennità amministrativa prevista dalla RTDG, pari all’1% della variazione dei ricavi attesi (con un minimo di 1.000 euro). Tale misura svolge una funzione deterrente rispetto a comportamenti non diligenti nella trasmissione dei dati, ma al contempo rischia di penalizzare anche errori di natura meramente tecnica.

La scelta regolatoria appare dunque orientata a rafforzare la responsabilizzazione degli operatori, pur lasciando aperta la questione dell’equità in casi di rettifiche non imputabili a negligenza.

Nuove gestioni e reti isolate: verso una maggiore omogeneità

Un ulteriore ambito di intervento riguarda le gestioni d’ambito e le reti isolate, con particolare riferimento alle richieste di assimilazione avanzate da operatori attivi in contesti non interconnessi.

La deliberazione conferma l’applicazione di regimi differenziati nella fase transitoria, ma al contempo favorisce un progressivo allineamento alle regole ordinarie, anche attraverso il riconoscimento delle tariffe per le reti alimentate a GNL. Tale approccio risponde all’esigenza di garantire uniformità regolatoria senza trascurare le specificità territoriali.

Considerazioni finali: tra stabilità e complessità regolatoria

Nel complesso, la deliberazione 107/2026/R/GAS rappresenta un tassello importante nel percorso di consolidamento del sistema tariffario del gas. La scelta di combinare criteri standardizzati con margini di adattamento alle situazioni concrete appare condivisibile, ma non priva di criticità.

In particolare, la retroattività di alcuni meccanismi e la rigidità delle regole sulle rettifiche sollevano interrogativi in termini di certezza del diritto e sostenibilità economica per gli operatori. Resta dunque centrale il tema dell’equilibrio tra esigenze di controllo regolatorio e necessità di incentivare gli investimenti in un settore strategico per la transizione energetica.

Autore Erica Aprile

Associate

Milano

e.aprile@lascalaw.com

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