19.09.2025 Icon

Affido super esclusivo solo in casi gravi: la Cassazione tutela la bigenitorialità

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24876 del 9 settembre 2025, è tornata ad affrontare il delicato tema dell’affidamento dei minori e del diritto alla bigenitorialità, ribadendo un principio fondamentale: l’assenza o il disinteresse di un genitore non può, da solo, giustificare l’esclusione dall’esercizio della responsabilità genitoriale.

Il caso: affido esclusivo alla madre e contatti limitati col padre

La vicenda nasce dal provvedimento del Tribunale di Firenze che aveva disposto l’affido super esclusivo di una minore alla madre, limitando il padre alla sola vigilanza e a sporadici contatti mediati dai servizi sociali. Tale decisione, confermata in gran parte dalla Corte d’Appello, si fondava sulla conflittualità tra i genitori, sull’assenza del padre dalla vita quotidiana della figlia e sul netto rifiuto di quest’ultima a incontrarlo.

La denuncia del padre: condotte di alienazione e CTU favorevole

Il padre aveva contestato questa scelta, sostenendo che la madre avesse sistematicamente ostacolato ogni tentativo di relazione, ponendo in atto condotte assimilabili a una vera e propria alienazione parentale. A sostegno della sua posizione, richiamava le conclusioni della CTU, che aveva evidenziato come la madre avesse trasmesso alla minore un’immagine distorta della figura paterna, riducendolo a un mero “genitore biologico”.

Il quadro normativo: la regola della bigenitorialità

La Suprema Corte ha richiamato il quadro normativo di riferimento:

  • l’ art. 337-ter c.c., che pone la bigenitorialità come regola generale, garantendo al minore il diritto di mantenere un rapporto equilibrato con entrambi i genitori;
  • l’art. 337-quater c.c., che consente l’affidamento esclusivo solo in presenza di una contrarietà all’interesse del minore, rigorosamente accertata;
  • gli artt. 330 e 333 c.c., relativi alle misure ablative o limitative della responsabilità genitoriale, che richiedono la prova di condotte pregiudizievoli.

Affido super esclusivo: misura eccezionale e non codificata

Secondo la Cassazione, l’affido super esclusivo, privo di un chiaro fondamento normativo, deve essere considerato misura eccezionale e residuale, giustificabile solo in presenza di comportamenti gravemente dannosi da parte del genitore estromesso. Non è sufficiente, dunque, la conflittualità tra le parti o la scarsa iniziativa paterna, specie se vi sono evidenze di ostacoli frapposti dall’altro genitore.

Errore dei giudici di merito: mancata verifica delle cause del conflitto

Il giudice del merito, afferma la Corte, ha errato nel fondare la decisione sul solo rifiuto della minore e sulla “resa” del padre, senza approfondire le cause di tale rottura e senza valutare adeguatamente la condotta ostruzionistica della madre.

La Cassazione ha quindi accolto il ricorso del padre, cassando la sentenza impugnata e rinviando alla Corte d’Appello di Firenze in diversa composizione, affinché rivaluti il regime di affidamento alla luce del principio enunciato: la bigenitorialità è la regola, e la sua compressione richiede la prova rigorosa di condotte gravemente pregiudizievoli del genitore escluso.

La pronuncia appare significativa sotto due profili. Da un lato, riafferma la centralità del diritto del minore alla presenza di entrambi i genitori, impedendo che conflittualità o disimpegno parziale possano trasformarsi in un alibi per estromettere uno dei due dall’esercizio della responsabilità genitoriale. Dall’altro, richiama i giudici a un approccio più rigoroso, imponendo accertamenti puntuali sulle reali cause del conflitto e sulle condotte dei genitori.

Una sentenza di principio: la bigenitorialità come diritto inviolabile

In un contesto in cui il rischio di strumentalizzazioni e di derive interpretative è elevato, questa sentenza rappresenta un monito importante: la bigenitorialità non può essere sacrificata sulla base di valutazioni generiche o di semplici difficoltà relazionali, ma solo in presenza di prove concrete di comportamenti gravemente pregiudizievoli per il minore.

Autore Ilaria Franciosa

Associate

Milano

i.franciosa@lascalaw.com

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