In attesa che le Sezioni Unite definiscano le questioni di diritto sottoposte alla loro attenzione, la terza Sezione si pronuncia su uno dei tre punti oggetto di rinvio pregiudiziale riconoscendo, ancora una volta, che alla presenza di una clausola di pagamento “a prima richiesta” la fideiussione deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia.
Una diffida stragiudiziale è quindi più che sufficiente ad interrompere il termine decadenziale di sei mesi previsto dall’art. 1957 c.c.
In particolare, questo quanto affermato con Ordinanza pubblicata in data 29 aprile 2026: “giusta principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità in tema di contratto autonomo di garanzia, ove le parti abbiano convenuto che il pagamento debba avvenire “a prima richiesta”, l’eventuale rinvio pattizio alla previsione della clausola di decadenza di cui all’art. 1957, 1° comma, c.c., deve intendersi riferito – giusta l’applicazione del criterio ermeneutico previsto dall’art. 1363 c.c. – esclusivamente al termine semestrale indicato dalla predetta disposizione; pertanto, deve ritenersi sufficiente ad evitare la decadenza la semplice proposizione di una richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che il termine sia osservato mediante la proposizione di una domanda giudiziale, secondo la tradizionale esegesi della norma, atteso che, diversamente interpretando, vi sarebbe contraddizione tra le due clausole contrattuali, non potendosi considerare “a prima richiesta” l’adempimento subordinato all’esercizio di un’azione in giudizio (Cass. Sez. 3, 26/09/2017 n. 22346; Cass. Sez. 3, 13/01/2025 n. 835)”.
25.08.2026