Diritto d'autore

Violazione delle «buone norme della tecnica editoriale»

Sentenza Tribunale Torino n. 1926, 20 marzo 2013 (leggi la sentenza per esteso)

Non sempre i rapporti tra autori ed editori sono dei migliori. Entrambi vorrebbero che l’opera fosse diffusa il più possibile, tuttavia mentre i primi vedono solo il contributo artistico o scientifico del loro lavoro, i secondi vedono solo il ritorno economico.

Le due prospettive, spesso inconciliabili, devono trovare un punto di equilibrio che alla fine si esprime nella qualità di stampa dell’opera, nel numero di copie distribuite, nel marketing e strategie di comunicazione adottate, nel numero di edizioni programmate.

La legge sul diritto d’autore non quantifica nello specifico i parametri sopra indicati, ma richiama genericamente «le buone norme della tecnica editoriale» (art. 126 legge 633/1941) la cui applicazione agli specifici casi concreti è rimessa al libero apprezzamento del giudice di volta in volta. Ci sono tuttavia dei criteri e dei limiti che devono essere sempre rispettati.

Proprio su alcuni di questi si è espresso il Tribunale di Torino che con la sentenza segna un punto a favore degli autori.

Il giudice ha innanzitutto stabilito che «Lo standard di valutazione dell’(in)adempimento da parte dell’editore all’obbligo di riprodurre l’opera “secondo le buone norme della tecnica editoriale” deve essere parametrato […] sia sotto un profilo oggettivo (destinazione e carattere scientifico dell’opera; prestigio della collana di collocazione) sia sotto quello soggettivo (reputazione, anche accademica, rispettivamente dell’autore e della casa editrice)».

Il Tribunale ha poi affrontato due punti specifici: la distribuzione e le copie omaggio.

Quanto alla distribuzione: «Anche qualora spettino in via esclusiva all’editore, in virtù di una specifica clausola contrattuale, le scelte relative alle operazioni di distribuzione e promozione dell’opera, siffatta discrezionalità non include la decisione di non svolgere alcun genere di attività distributiva, la quale contrasterebbe con la causa economica del contratto di edizione».

Sulle copie omaggio: «Nel caso in cui il contratto di edizione non specifichi il numero di copie omaggio spettanti all’autore, pur prevedendole, per la determinazione del medesimo è necessario rifarsi agli usi commerciali rilevanti, avendo riguardo al genere, al livello e al costo dell’opera, con la conseguenza che costituisce un inadempimento dell’editore – in contrasto con il dovere di correttezza e buona fede nonché con il divieto di abuso del diritto – il rifiuto da parte di quest’ultimo di inviare una copia omaggio a un quantitativo ragionevole, e comunque limitato, di destinatari indicati dall’autore al fine di diffondere l’opera nelle opportune sedi scientifiche»

Rilevati gli inadempimenti dell’editore che non ha investito adeguatamente nell’edizione dell’opera, il Tribunale ha concluso riconoscendo all’autore oltre al danno patrimoniale, anche quello non patrimoniale.

23 aprile 2014

(Francesco Rampone – f.rampone@lascalaw.com )

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