26.10.2026

Il venture capital per spingere la crescita

  • La Repubblica

La valutazione da 1,7 miliardi di dollari raggiunta a settembre da Exein, società romana della cybersicurezza, racconta una possibilità concreta per l’economia del Lazio: trasformare competenze tecnologiche nate sul territorio in imprese capaci di raccogliere capitali e competere sui mercati internazionali.
Il nuovo round di finanziamenti da 270 milioni di dollari ha portato l’azienda nel gruppo degli unicorni, le società tecnologiche non quotate che superano il miliardo di valutazione. Un percorso al quale hanno partecipato, nelle fasi iniziali, anche risorse regionali, attraverso Lazio Innova che ha finanziato il fondo parallelo UV II Lazio, gestito da United Ventures. Il valore economico di queste esperienze va oltre il successo della singola startup. Per un territorio, disporre di capitali e investitori specializzati significa aumentare le possibilità che un progetto scientifico diventi un prodotto, trovi clienti e costruisca un’organizzazione industriale. È su questo passaggio che si concentra la politica regionale per il venture capital, il capitale di rischio investito in imprese giovani con prospettive di crescita elevate.
Una scelta che punta a collegare la ricerca al mercato, intervenendo soprattutto dove tempi di sviluppo lunghi e incertezza tecnologica rendono più difficile raccogliere finanziamenti privati. Exein non è l’unico caso. Nel dicembre 2024 Fitprime, attiva nei servizi per il benessere aziendale e partecipata anche dal fondo Vertis Venture 4 Scaleup Lazio, è stata acquisita da Wellhub. All’inizio di questo mese Evident ha completato l’acquisizione di CrestOptics, azienda romana che sviluppa sistemi avanzati per la microscopia, consentendo l’uscita dall’investimento di Primo Capital.
La società è stata sostenuta inizialmente anche con capitale pubblico e un coinvestitore privato. Sono percorsi differenti, che mostrano come l’innovazione possa tradursi tanto in piattaforme di servizi quanto in tecnologie proprietarie destinate alla ricerca e all’industria. Questi risultati non misurano, da soli, il rendimento complessivo dell’intervento pubblico.

Offrono però indicazioni sulla capacità del territorio di generare aziende interessanti per investitori e compratori internazionali. La nuova fase della strategia regionale cerca di rendere più frequenti questi percorsi, costruendo una presenza stabile di fondi, gestori e acceleratori. Nel complesso, l’azione della Regione Lazio sul venture capital può contare su una dotazione di circa 140 milioni di euro. L’attuazione è affidata a Lazio Innova, con risorse del Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027. Il principale strumento è Lazio Venture 2, che dispone di oltre 100 milioni di euro e investe attraverso fondi professionali. La selezione ha individuato sei veicoli: cinque dedicati al Lazio e uno parallelo a un fondo più ampio. Il vincolo territoriale riguarda imprese già operative nella regione o intenzionate a insediarvisi. L’effetto ricercato è duplice: finanziare le aziende e radicare sul territorio competenze nella selezione e nella gestione degli investimenti, ampliando le occasioni di incontro tra imprenditori e capitali.
Le specializzazioni dei fondi indicano dove si concentra la scommessa industriale. BII Catalyst Fund I for Italy, gestito da Panakes Partners, prevede una dimensione di 30 milioni, con una quota regionale di 20 milioni, per investimenti nelle scienze della vita, dallo sviluppo di farmaci alla diagnostica. Primo Biotech Lazio ha una dimensione prevista di 40 milioni, di cui 17,5 regionali, e guarda alle biotecnologie e alle terapie avanzate. Vertis Venture 8 Lazio punta a 50 milioni, con 23 milioni regionali, e un perimetro che comprende intelligenza artificiale, spazio, sicurezza informatica e manifattura digitale. Altri fondi si concentrano sulle tecnologie fondate su ricerca scientifica avanzata e sulle applicazioni utilizzabili sia in ambito civile sia nella difesa.
È il caso di NVM Venture Lazio, mentre Eureka! Fund–Deep Tech Lazio segue progetti di trasferimento tecnologico, dalla transizione energetica ai nuovi materiali. Le dimensioni previste dei veicoli vanno distinte dai capitali già arrivati alle imprese: indicano la capacità finanziaria che il programma intende mettere al lavoro, affiancando risorse pubbliche e private. Per rendere più attrattiva la partecipazione degli investitori, Lazio Venture 2 prevede meccanismi di ripartizione dei profitti e delle perdite più favorevoli alla componente privata. L’intervento pubblico assume così una funzione di incentivo al rischio. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di attivare capitali e sostenere progetti con
prospettive industriali, mantenendo disciplina nella selezione. Accanto ai fondi opera Venture Tech Lazio, con una dotazione superiore a 20 milioni e 9 programmi selezionati, avviati a settembre. Qui il finanziamento si accompagna ai servizi: validazione della tecnologia, costruzione del modello di attività, ricerca dei primi clienti e preparazione delle successive raccolte di capitale. È un passaggio rilevante per gruppi di ricerca e giovani imprese che possono disporre di competenze scientifiche solide, ma avere ancora bisogno di capacità commerciali e manageriali.