13.10.2026

Stellantis: aiuti dalle istituzioni per un nuovo modello a Mirafiori

  • La Repubblica

Dipende dalle condizioni». Un conto è il Piano Italia, che Stellantis sta completando con più investimenti del previsto, come l’ulteriore miliardo nella fabbrica di Atessa e la nuova Alfa Romeo a Melfi. Un conto è se al Piano si aggiungono produzioni e modelli non compresi. «Per fare di più ci servono aiuti dalle istituzioni sul costo dell’energia e della logistica», sottolinea l’amministratore delegato del gruppo italo-francese, Antonio Filosa.
Il riferimento è al secondo modello da assegnare allo stabilimento di Mirafiori a Torino.
Vettura che si affiancherebbe alla 500, ibrida ed elettrica, che rispetto alle previsioni macina risultati inferiori. Non i 100mila pezzi all’anno auspicati, ma più di 60mila, il doppio rispetto al Il che produce settimane di cassa integrazione, oltre a sindacati e istituzioni che chiedono un rinforzo.
Richiesta che il nuovo ceo di Fiat, Arnaud Belloni, al suo esordio al Salone di Parigi, non ha fatto cadere nel vuoto. Sul secondo modello «non posso mentire, ci stiamo lavorando». E ha indicato il canovaccio seguito dagli ingegneri: «Una piccola vettura ispirata alla filosofia della Citroën 2CV, ma con un’impostazione moderna, non retrò». Parole accolte subito con soddisfazione a Torino dal governatore Alberto Cirio, dal sindaco Stefano Lo Russo e dai sindacati che esortano «a fare in fretta». Poi la frenata di Filosa che da tempo batte sul tema dei costi energetici. Il megawattore oscilla intorno ai 250 euro, quasi tre volte il costo della Spagna. «Ci piace molto Mirafiori, ci piace la 500 e stiamo facendo tutto il possibile, ma per fare di più abbiamo bisogno che le istituzioni ci aiutino», ha detto l’ad. Ha confermato che a dicembre sarà presentato il piano strategico di Maserati: «Non possiamo più sbagliare, non
abbiamo altre opportunità».
Filosa, insieme al presidente di Stellantis John Elkann e al responsabile Europa Emanuele Cappellano, hanno accompagnato ieri mattina il presidente francese Emmanuel Macron tra gli stand Peugeot, DS e Citroën. L’inquilino dell’Eliseo si è soffermato sul concept della 2CV, la reginetta della kermesse, che dovrebbe evolversi in una e-car europea a un prezzo di 15mila euro. Per Macron è stata l’occasione per benedire l’ipotesi di accordo tra Ue e Cina sul taglio alle importazioni di auto ibride da Pechino, con un tetto a 350mila all’anno. «Consentirà di proteggere meglio il mercato europeo dalla concorrenza sleale», ha detto. Gli fa eco Filosa: «Un buon primo passo». La partita sarebbe più ampia secondo il Financial Times. Se ne discuterà al prossimo Consiglio europeo. In ballo ci sarebbe anche un allentamento dello stop ai motori termici nel 2035, punto su cui la Francia si è sempre mostrata rigida. In cambio la
Germania darebbe luce verde alle norme che prevedono sussidi e aiuti solo a chi produce nella Ue in chiave anti Cina. Svolta sulla concorrenza cinese chiesta anche dai vertici delle case europee, da Oliver Blume di Volkswagen, che ha segnato una flessione del 9% delle vendite nei primi nove mesi, a François Provost di Renault.