30.09.2026

Mps: sulla revocabilità delle offerte decidono le Autorità

  • La Repubblica

Manca un mese esatto all’assemblea Mps che dovrà decidere se avallare la doppia Ops lanciata su Banco Bpm e Banca Generali e il cda guidato da Luigi Lovaglio ha messo a disposizione dei soci le relazioni sui vari punti all’ordine del giorno. Nella documentazione viene trattato anche il punto più delicato, cioé che cosa succederebbe alle due Ops nel caso che Intesa Sanpaolo, che a sua volta ha lanciato una Ops su Mps, dovesse prendere per prima il controllo di Siena. Il cda di Mps ribadisce che ciò non determinerebbe «la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle offerte», ma aggiunge un «a giudizio della banca». Il destino delle due offerte resterebbe soggetto anche alle «prerogative delle autorità di vigilanza» le “sole” che «possono valutare circa gli eventuali possibili cambiamenti del quadro fattuale posto alla base delle istanze e delle eventuali conseguenze sulle relative autorizzazioni».


Per quanto riguarda la capienza del patrimonio ai fini della distribuzione del dividendo straordinario Mps fa sapere che per effetto della riduzione di capitale la banca avrà «riserve disponibili» pari a 13,3 miliardi in caso di mancata approvazione della fusione con Mediobanca e a 16,3 miliardi in caso di successo dell’integrazione di Piazzetta Cuccia. In entrambi i casi sufficientemente capienti per sostenere il dividendo straordinario da 4 miliardi, in parte cash
e in parte in azioni Generali.
L’operazione di Lovaglio è sostenuta dagli enti locali toscani che nei giorni scorsi hanno anche scritto una lettera alla DgComp europea per «valutare con attenzione gli effetti sulla concorrenza, sull’accesso al credito e sulla pluralità dell’offerta bancaria» connessi all’Ops lanciata da Intesa Sanpaolo su Siena. Ma ciò non sembra impensierire più di tanto la banca guidata da Carlo Messina che sta procedendo spedita avendo già ottenuto il 75% delle 46
autorizzazioni richieste alle autorità di una trentina di paesi in cui operano Mps, Mediobanca e Generali. Ora si attende quella più importante, la Bce, che dovrebbe arrivare tra metà e fine ottobre. Poi la palla passerà alla Consob per l’approvazione del prospetto informativo.