25.09.2026

Lvmh, Arnault semplifica la catena di controllo per blindare la società con una quota del 50,33%

  • Il Sole 24 Ore

È tempo di riorganizzazione e semplificazione per la catena di controllo del più grande gruppo del lusso a livello mondiale. La famiglia Arnault intende rivedere la struttura delle società che controllano Lvmh, con l’obiettivo di garantire che il controllo resti nelle mani delle future generazioni. Si tratta dell’ultima di una serie di operazioni messe in atto da Bernard Arnault, classe 1949, per rafforzare il controllo della famiglia sul gruppo da lui costruito dopo la scalata del 1989.

Il piano di successione, studiato con anticipo e nei minimi dettagli, è partito nell’ottobre del 2023, quando l’ultimo figlio del patron, Jean, compì 25 anni. Quella annunciata al mercato questa settimana è solo un’ulteriore tappa del percorso che tende a creare le condizioni per una successione che non generi dissapori fra i cinque eredi e soprattutto tuteli la società da appetiti esterni.

Nell’ambito del piano di razionalizzazione è prevista anche un’Opa sulle azioni Christian Dior, che ieri sono scattate in Borsa e hanno chiuso la seduta in rialzo del 15,28% a 421 euro. Mentre le azioni Lvmh sono rimaste pressoché invariate a quota 397,10 euro.

I dettagli della riorganizzazione

Il complesso piano di razionalizzazione della catena di controllo ha come obiettivo quello di riunire in un’unica holding quotata a Parigi, che prenderà il nome di Agache Sca, la partecipazione detenuta nel colosso del lusso, pari al 50,33% del capitale e al 66,27% dei diritti di voto. Nel dettaglio, il primo passaggio sarà la fusione di Financière Agache nella controllante Agache, cui seguirà l’incorporazione di Agache in Christian Dior. Stando al bilancio 2025 di Lvmh, Agache al 31 dicembre scorso deteneva il 97,5% del capitale di Christian Dior (e il 98,63% dei diritti di voto), oltre al 6,77% del capitale e l’8,49% dei diritti di voto di Lvmh. A seguito delle fusioni la nuova entità, sarà trasformata in una società in accomandita per azioni e assumerà la denominazione di Agache Una struttura, quella della società in accomandita per azioni, particolarmente adatta alle esigenze delle grandi famiglie imprenditoriali francesi, perché consente di separare la proprietà del capitale dall’esercizio del controllo e di preservare la continuità della governance anche nei passaggi generazionali. Al vertice della nuova architettura resteranno Bernard Arnault e Agache Commandité in qualità di soci accomandatari, mentre Arnault manterrà il controllo della gestione operativa.

Il documento per la richiesta del via libera all’Amf descriverà nel dettaglio i poteri attribuiti alla gérance, ai soci accomandatari e al consiglio di sorveglianza, nonché le modalità di nomina, sostituzione e funzionamento dell’organo di gestione. Il consiglio di sorveglianza della SCA risultante dalla fusione sarà composto dagli attuali membri del board di Christian Dior e da nuove figure esterne, inclusi membri indipendenti ai sensi del Codice Afep-Medef.

L’Opa su Christian Dior

La nuova veste però farà scattare, in base al regolamento dell’Amf, un’offerta pubblica di acquisto residuale interamente in contanti sulle azioni Christian Dior non detenute dalla famiglia, pari al 2,44% del capitale. L’offerta pubblica di acquisto sarà lanciata nel primo trimestre del 2027, subordinatamente al via libera dell’Amf, e non sarà seguita da uno squeeze-out. Gli azionisti di Christian Dior che decidessero di non aderire all’offerta resteranno pertanto azionisti dell’entità quotata risultante dalla fusione, Agache SCA, nella quale confluirà la partecipazione di controllo in Lvmh, attraverso l’aggregazione delle quote attualmente detenute da Agache, Financière Agache e Christian Dior, insieme agli altri asset.

Il gruppo della famiglia Arnault intende proporre un prezzo pari al 95% del valore patrimoniale netto di Christian Dior, determinato secondo il cosiddetto criterio look-through sulla base della media mensile del prezzo delle azioni Lvmh. La determinazione della media e del valore patrimoniale netto avverrà il giorno precedente alla data di fissazione del prezzo, vale a dire cinque giorni lavorativi prima dell’assemblea straordinaria di Christian Dior, prevista per dicembre 2026. A seguito del via libera dell’autorità, l’apertura del periodo di adesione all’offerta è prevista nel primo trimestre del 2027.

Il nuovo assetto

Al completamento delle operazioni, il controllo di Lvmh sarà esercitato attraverso un’unica società in accomandita per azioni. «La nuova entità deterrà direttamente il 49,76% del capitale e il 65,55% dei diritti di voto del colosso del lusso, concentrando sostanzialmente l’intera partecipazione del gruppo familiare Arnault, pari complessivamente al 50,33% del capitale e al 66,27% dei diritti di voto», precisa la nota di Christian Dior.