11.09.2026

Bending Spoons compra ancora è il turno di Miro

  • La Repubblica

Lo aveva detto il ceo Luca Ferrari subito dopo lo sbarco al Nasdaq: Bending Spoons ha una lista di mille potenziali prede da comprare. E ieri ne ha pappata un’altra, la seconda in poco più di due mesi da società quotata: dopo il miliardo e 300 milioni di dollari per Airtable, software che permette di lavorare su documenti e database condivisi, ne ha spesi più o meno altrettanti per le colorate “lavagne” digitali di Miro, un’altra piattaforma di cooperazione
aziendale. È una conferma della capacità di Bending Spoons di portare la sua strategia di acquisizione e rilancio di imprese digitali al livello superiore, per valore e frequenza.

Ma è soprattutto la conferma della sua capacità di scovare occasioni, in un mercato che ne offre molte. In qeusta industria infatti, e soprattutto nel campo dei servizi software, vivacchiano una miriade di ex startup dalle grandi aspirazioni, finanziate a valutazioni stellari, ma rivelatesi poi semplicemente società normali, e ora ulteriormente depresse dalla concorrenza dei colossi dell’Intelligenza artificiale. Aziende che gli investitori sono disposti a liquidare per passare oltre. Cinque anni fa Airtable era stata valutata 11 miliardi di dollari, Miro oltre 17 miliardi appena quattro anni fa. La prima è oggi utilizzata da 500 mila aziende e ha un
fatturato proiettato sull’anno di 480 milioni; la seconda 250 mila utilizzatori e un fatturato annualizzato di circa 600 milioni; entrambe crescono e sono profittevoli. Non sono numeri in grado di ripagare le maxi aspettative del passato, ma oggi giustificano eccome il prezzo pagato da Bending Spoons.