04.09.2026 Icon

L’intelligenza artificiale e le nuove frodi nella logistica globale

L’AI non è più solo innovazione

L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il funzionamento delle imprese, automatizzando processi, migliorando l’efficienza operativa e accelerando la gestione dei dati. Tuttavia, la stessa tecnologia sta diventando uno strumento privilegiato della criminalità informatica. La capacità dell’AI di generare contenuti realistici, simulare comportamenti umani e analizzare grandi quantità di informazioni consente infatti di progettare frodi sempre più sofisticate e difficili da individuare. Tra i settori maggiormente esposti figura la logistica, oggi fortemente digitalizzata e dipendente dall’affidabilità delle informazioni che accompagnano le merci.

Il biennio 2025-2026 è stato, infatti, contrassegnato dal record negativo per tentativi di frode d’identità nel trasporto merci: secondo il rapporto INTERPOL “Global Financial Fraud Threat Assessment 2026”, le perdite dovute da frodi informatiche hanno superato il valore di 442 milioni di dollari e il mercato europeo ha registrato il dato peggiore, ossia un incremento su base annua pari al +69%.

Identità sintetiche e deepfake: la nuova dimensione della frode

L’impatto più evidente dell’intelligenza artificiale riguarda la creazione di identità digitali apparentemente autentiche. Attraverso dati reali combinati con contenuti generati artificialmente, i cybercriminali possono presentarsi come vettori, spedizionieri o clienti legittimi, assumendo il controllo delle spedizioni senza sottrarre fisicamente il carico. Parallelamente, l’utilizzo di deepfake vocali e documentali consente di imitare dirigenti, fornitori o operatori della filiera, inducendo le vittime ad autorizzare pagamenti, modificare coordinate bancarie o validare documentazione contraffatta. L’intelligenza artificiale ha quindi trasformato la fiducia digitale in uno dei principali bersagli dell’attività fraudolenta.

Quelli più colpiti sono, infatti, le aziende che nel biennio 2024-2025 hanno subito ingenti danni economici e, solo il 7% degli operatori ha dichiarato di essersi adeguatamente attrezzati e formati per rilevare e prevenire frodi che derivano dall’uso illecito dell’IA.

Quando l’AI amplifica il rischio economico

Le potenzialità dell’IA non si limitano alle frodi identitarie. Gli algoritmi consentono di elaborare documenti credibili, replicare comunicazioni aziendali e automatizzare attività fraudolente su larga scala. Ciò favorisce fenomeni già noti, quali le frodi fiscali, le false fatturazioni e gli schemi evasivi transnazionali, che trovano nella complessità della filiera un terreno particolarmente fertile. Anche il fenomeno dei rimborsi senza resa e delle contestazioni fraudolente post-consegna beneficia delle capacità di automazione offerte dall’intelligenza artificiale, aumentando in modo significativo il potenziale danno economico per gli operatori del settore.

La risposta: usare l’AI contro l’AI

La stessa tecnologia che alimenta il rischio rappresenta oggi il principale strumento di contrasto. Le più avanzate soluzioni di Agentic AI Intelligence consentono di monitorare in tempo reale il comportamento dei vettori, rilevare anomalie nei flussi logistici, verificare l’autenticità della documentazione e individuare relazioni sospette tra soggetti economici. Grazie a tecnologie come il Digital Twin e il Graph Mapping, l’intelligenza artificiale permette inoltre di ricostruire l’intera rete della filiera e identificare tempestivamente società schermo, operazioni anomale e tentativi di manipolazione. La vera sfida dei prossimi anni non sarà quindi limitare l’uso dell’IA, ma governarla efficacemente: in un contesto in cui gli algoritmi sono diventati uno strumento operativo della criminalità, la capacità di impiegarli a fini preventivi e investigativi rappresenterà un elemento essenziale per la sicurezza del mercato logistico.

Autore Alessandra Pirozzi

Trainee

Milano

a.pirozzi@lascalaw.com

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