03.09.2026 Icon

AI Act, è tempo di compliance

Dal 2 agosto 2026 l’AI Act impone un cambio di passo concreto.

Da qui in poi, infatti, chiunque sviluppi, distribuisca o utilizzi soluzioni di IA all’interno dell’UE sarà chiamato a strutturare formalmente i propri processi interni, censire i software impiegati e garantire piena tracciabilità per evitare pesanti sanzioni.

La compliance in campo AI, pertanto, non è più una libera scelta o un’opzione teorica, ma uno strumento indispensabile di tutela, che tocca i seguenti snodi:

  • trasparenza e nuovi adempimenti per i deployer – dalla nuova scadenza, le imprese che impiegano assistenti vocali o chatbot per il servizio clienti dovranno informare chiaramente l’utente sulla natura artificiale dell’interlocutore. Allo stesso modo, i contenuti sintetici generati dall’IA (immagini, audio, video e testi) devono essere identificabili come tali tramite marcature e metadati. Per gli editori e chi produce contenuti informativi e d’interesse pubblico, la normativa introduce una fondamentale distinzione: se il testo generato da un’IA viene sottoposto a revisione o controllo editoriale umano sotto la responsabilità di un soggetto identificabile, l’obbligo di etichettatura del singolo articolo non scatta (art. 50, par. 4, Regolamento Europeo). Resta comunque fermo l’obbligo aziendale di garantire un’adeguata alfabetizzazione del personale (art. 4, Regolamento Europeo);
  • governance e sanzioni operative – con il pieno funzionamento delle autorità nazionali di vigilanza, le aziende dovranno poter dimostrare di aver mappato i sistemi IA in uso, definito ruoli di responsabilità interni e predisposto la documentazione di conformità. Le sanzioni per mancato rispetto delle norme sono severe: si va da un massimo di 35 milioni di euro (o 7% del fatturato globale) per l’uso di pratiche vietate, fino a 15 milioni (o 3% del fatturato) per le violazioni degli obblighi generali.

Per quanto riguarda i sistemi ad alto rischio (Allegato III), invece,la loro applicazioneè stata posticipata al 2 dicembre 2027 (e al 2 agosto 2028 per i prodotti già regolati dall’Allegato I); tuttavia, la Commissione europea (con le Linee guida C(2026) 5054 final) raccomanda alle imprese di non rinviare l’adeguamento: la governance strutturata per la trasparenza sarà il pilastro indispensabile su cui innestare le future scadenze normative.

Autore Francesco Concio

Partner

Milano

f.concio@lascalaw.com

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