Con la risoluzione del 7 luglio 2026 sulle attività digitali, il Parlamento europeo lancia un messaggio chiaro: il regolamento MiCA rappresenta un punto di partenza, non di arrivo.
Nel riconoscere che l’Unione è stata tra le prime giurisdizioni al mondo a dotarsi di un quadro organico per i mercati delle cripto-attività, il Parlamento invita la Commissione a garantirne un’applicazione uniforme, evitando frammentazioni nazionali e requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dal regolamento.
L’attenzione si concentra soprattutto sulle aree che il regolamento MiCA non disciplina ancora in modo compiuto. La Commissione è infatti sollecitata a valutare un’estensione del quadro regolatorio ai prestiti in cripto-attività, allo staking, ai token non fungibili (NFT) e alla finanza decentralizzata (DeFi), settori destinati a rivestire un ruolo crescente nello sviluppo dell’ecosistema crypto europeo. L’obiettivo è coniugare innovazione e certezza del diritto, senza lasciare spazi di arbitraggio regolamentare.
Ampio spazio è dedicato anche alla tokenizzazione degli strumenti finanziari, considerata un fattore strategico per l’integrazione dei mercati dei capitali europei. Secondo il Parlamento, la rappresentazione tokenizzata di strumenti finanziari tradizionali non ne modifica la natura giuridica, ma può favorire maggiore efficienza, trasparenza, liquidità e riduzione dei costi operativi. Da qui l’invito alla Commissione a promuovere infrastrutture interoperabili e un quadro normativo idoneo ad accompagnarne la diffusione.
Particolare rilievo assumono, infine, gli stablecoin. La risoluzione esprime preoccupazione per la crescente predominanza degli stablecoin denominati in dollari, ritenuta potenzialmente lesiva della sovranità monetaria europea e della trasmissione della politica monetaria. Parallelamente, viene incoraggiato lo sviluppo degli stablecoin in euro conformi al MiCA, quali strumenti in grado di rafforzare l’innovazione nei pagamenti e il ruolo internazionale della moneta unica, purché accompagnati da rigorosi presidi prudenziali e da una disciplina armonizzata sulla gestione delle riserve e delle crisi.
Nel complesso, la risoluzione offre un’importante indicazione di policy: l’Unione europea non intende limitarsi ad applicare il MiCA, ma punta già alla sua evoluzione, nella consapevolezza che l’innovazione tecnologica procede più rapidamente della regolazione.
Per gli operatori del settore fintech e crypto, il documento rappresenta quindi un significativo indicatore delle future direttrici del legislatore europeo, che considera il MiCA un quadro destinato ad evolversi per intercettare i nuovi modelli di business in sviluppo nell’ecosistema crypto.
03.09.2026