11.02.2026

Map, chiusura entro 24 mesi

  • Italia Oggi

L’Ocse fissa in 24 mesi la durata massima per la chiusura delle procedure amichevoli. Dopo la pubblicazione della versione aggiornata della guida sulle procedure amichevoli (Memap), di cui ItaliaOggi ha dato notizia il 2 febbraio, il Centro per le politiche fiscali e amministrative dell’Ocse ha presentato le principali novità rispetto all’edizione del 2007, con 59 “aspirational best practices” mirate a fornire un supporto pratico e operativo per la gestione delle Mutual agreement procedure (Map) nell’ambito degli obiettivi del quadro inclusivo Beps e del Forum sull’amministrazione fiscale (Fta).

I relatori hanno illustrato come il manuale intenda dotare i Paesi privi di esperienza nelle Map di una guida pratica e, per le giurisdizioni più esperte, essere fonte di best practice utili per una più efficace gestione del processo. La guida si articola in quattro aree strategiche, sviluppate con l’obiettivo di snellire i processi e promuovere un dialogo costruttivo tra le autorità fiscali. Nel primo focus del manuale, relativo alla prevenzione e all’organizzazione, si pone nuova enfasi alla fase di prefiling, che diventa obbligatoria. In particolare, si invitano i Paesi a promuovere un modello organizzativo che preveda uffici orientati alla risoluzione proattiva dei problemi, tramite consultazioni preventive funzionali a disinnescare sul nascere potenziali contenziosi.

Nella seconda area, dedicata all’accesso facilitato e ai rimedi unilaterali, si stabiliscono i criteri di accesso dei contribuenti alla procedura, con la definizione di standard di presentazione delle istanze. Viene introdotto l’obbligo di aggiornare il contribuente sull’evoluzione della negoziazione con un calendario predeterminato e di rispettare il termine di due anni per la chiusura delle Map, tramite il coinvolgimento di uffici con competenze tecniche elevate. La guida chiarisce inoltre quando un’amministrazione fiscale può concedere un “unilateral relief”, risolvendo il caso senza attendere l’esito delle negoziazioni bilaterali.

La terza area riguarda una tematica assente nella versione originale: i negoziati bilaterali e l’arbitrato. In questa sezione, il manuale fornisce indicazioni pratiche sulla redazione dei cosiddetti position papers e sulle modalità di conduzione degli incontri tra le autorità competenti. Si istituzionalizza la possibilità per i contribuenti di presentare un’istanza di Map in caso di accertamento con riflessi internazionali e viene introdotto l’obbligo di istituire un preavviso di rigetto quando il contribuente presenta un’istanza non adeguatamente motivata, concedendo la possibilità di integrare la documentazione. Viene prevista la facoltà di presentare istanza di Map anche in presenza di un accordo già in essere con le amministrazioni fiscali.

Il manuale si chiude con un’area dedicata al supporto ai Paesi in via di sviluppo, che comprende modelli pronti all’uso e strumenti pratici per assistere le giurisdizioni con minori risorse nell’istituzione di programmi Map efficienti.

Le linee guida non sono giuridicamente vincolanti, ma, in un’ottica di efficienza e uniformità, viene promossa l’adozione dei modelli Ocse tramite una “pressione reputazionale” esercitata con i report peer to peer che monitorano l’andamento delle Map nei singoli Paesi in termini di numero e durata, dando evidenza dell’applicazione delle best practice da parte delle singole giurisdizioni.

L’edizione del Memap 2026 si propone quindi come una “road map” essenziale per sostenere le autorità fiscali nel processo di risoluzione delle controversie internazionali. In un panorama sempre più digitalizzato e interconnesso, l’obiettivo è trasformare le Map in un processo concreto, tempestivo e prevedibile, a beneficio della certezza del diritto per i gruppi multinazionali e per le amministrazioni fiscali.