Le vendite di auto in Italia crescono per il nono mese consecutivo. Ad agosto le immatricolazioni salgono del 3,15% (69.411 unità), mentre nei primi otto mesi sono salite dell’8,5% (1.129.596 unità). Ed è boom dei marchi cinesi: da gennaio ad agosto i brand di Pechino, da Byd a Leapmotor, passando da MG e Omoda, segnano un balzo del 92,1% e
arrivano al 15% del mercato. Tesla, invece, segna un vistoso calo: meno 35,8%. Continua, però, anche la serie positiva per Stellantis che rispetto ad agosto (+6,2%) e ai primi otto mesi nel 2026 (+145) fa il doppio del mercato, considerando anche le performance di Leapmotor, il socio cinese. Se si estrapolano i dati del marchio del Dragone, il gruppo italo-francese è in linea con i numeri del mercato: rispettivamente +3% e +6%. Secondo l’Unrae, l’associazione dei costruttori esteri, il mercato resta positivo, ma mostra segnali di rallentamento dopo la spinta della prima
parte dell’anno, considerando che ad agosto 2026 c’è stato un giorno lavorativo in meno rispetto al 2025. Anche Anfia, che rappresenta la filiera dell’indotto, invita alla prudenza. Il presidente Roberto Vavassori dice che il dato di agosto «non lascia tranquilli». Mentre i dati commerciali migliorano per la società guidata dall’ad Antonio Filosa, arriva un
nuovo stop a Mirafiori. Un blocco di tre giorni alle Carrozzerie, da oggi fino a venerdì, causa mancanza di «componenti legati ai motori perché c’è una richiesta di ordini di vetture ibride maggiore rispetto alla produzione», spiegano i sindacati che hanno incontrato ieri l’azienda. Fermi che si erano già verificati a luglio, prima della pausa estiva.
Al centro della questione ci sarebbe la Teksid di Carmagnola, fonderia del gruppo Stellantis, dove si realizza il basamento dei motori. La produzione sarebbe tarata su un livello non sufficiente a far fronte alla richiesta di ibride, anche se il gruppo italo-francese sta cercando di «adeguare i livelli produttivi dei motori alla richiesta». Secondo i sindacati, oltre che sulla 500 ibrida, gli effetti si potrebbero sentire anche su altri modelli, come la Pandina, e altri
stabilimenti, ad iniziare da Pomigliano d’Arco. «L’azienda deve rapidamente provvedere alla normalizzazione di questa situazione – dicono i sindacati – impossibile guardare con fiducia all’ultima parte dell’anno in questo contesto. Per tutelare Mirafiori serve stabilita». Non solo. La Fiom è convinta che ci sia anche un problema legato alle vendite della 500 ibrida e alle previsioni annuciate. «Per Torino serve – sottolineano – un nuovo modello da produrre nell’immediato e l’investimento per una nuova linea di produzione nel prossimo futuro».
02.09.2026
Stellantis doppia il mercato ma Mirafiori si ferma ancora
- La Repubblica