Il 26 maggio è stato l’ultimo giorno utile, per gli utenti di Facebook e Instagram, per esercitare il cosiddetto diritto di opposizione all’impiego dei propri dati condivisi su detti social per l’addestramento dell’intelligenza artificiale generativa di Meta.
L’intelligenza artificiale generativa di Meta è approdata in Europa solo nel marzo scorso, in ritardo rispetto alle previsioni, proprio perché non era stata ritenuta conforme al GDPR, ossia il regolamento europeo che riguarda la protezione dei dati personali.
Meta AI può utilizzare per il proprio addestramento, tra i dati condivisi dagli utenti su Facebook e Instagram, solo i dati pubblici ed appartenenti a profili di utenti maggiorenni. Non possono, invece, essere utilizzate le conversazioni su WhatsApp.
Ci siamo occupati più volte, in tema di impiego di materiali protetti da copyright per l’addestramento dell’intelligenza artificiale generativa, del cosiddetto principio dell’opt-out, ossia il diniego solo a posteriori dell’autorizzazione allo sfruttamento dei contenuti.
Anche nel caso dell’addestramento di Meta AI, agli utenti è stata data la possibilità di opporsi, entro il 26 maggio, attraverso la compilazione di appositi moduli, allo sfruttamento dei propri contenuti caricati sulle piattaforme social di Facebook e Instagram.
Ad ogni modo per gli utenti è ancora possibile esercitare il diritto di opposizione, sempre tramite la compilazione degli appositi moduli. Questa opposizione, tuttavia, non potrà avere effetto retroattivo.
Il meccanismo dell’opt-out scelto da Meta sconta le note perplessità legate all’uso dei contenuti senza l’acquisizione di un consenso “a monte” da parte degli utenti.
Tanto più se si considera che Meta AI, così come le altre intelligenze artificiali generative, non offrono dei registri pubblici contenenti i dati impiegati per l’addestramento degli algoritmi. Circostanza che, pertanto, aggiunge criticità ad un sistema basato sul rilascio non di un’autorizzazione ex ante ma di un diniego ex post circa l’uso dei contenuti.
02.10.2026