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«Riassetto Consob, non sarò un notaio»

Il suo è un manifesto sul ruolo e la mission di Consob, la Commissione nazionale per la società e la Borsa, nei prossimi sette anni. Mario Nava, designato lo scorso 22 dicembre alla guida dell’Autorità che vigila sui mercati, si presenta in commissione Finanze di Camera e Senato per incassare il parere non vincolante dei parlamentari e, soprattutto, per illustrare filosofia e abito mentale che intende adottare come successore di Giuseppe Vegas. «Non voglio fare il presidente della Consob che diventi il notaio delle proposte della struttura, io voglio fare — scandisce — il presidente di una Consob che sia il motore del cambiamento dei mercati finanziari, che permetta ai mercati finanziari di funzionare».

Fatta la premessa, Nava traccia con diplomazia il solco della discontinuità rispetto alla presidenza di Vegas, talvolta contestato per l’impostazione verticistica nella gestione dell’Autorità. «Non credo in una Commissione presidenziale. Se ci sono cinque membri le competenze vanno sfruttate a dovere. Tutte le decisioni vanno prese in maniera collegiale. Se ci sono discussioni si vota», specifica Nava, anticipando come criterio operativo la scelta di una Consob capace di «passare quanto più possibile da un’azione ex post a un’azione ex ante. È quest’ultima che funziona meglio nei mercati finanziari. È un tema cui tengo moltissimo». Un riferimento, insomma, alla necessità di svolgere un’attività di vigilanza preventiva e non all’indomani di scandali, truffe o crisi a danno dei risparmiatori. Un avviso inequivocabile alla luce di quanto emerso dai lavori della commissione di inchiesta sul settore bancario.

Non a caso, durante l’audizione Nava aggiunge:«Per la difesa degli investitori e dei risparmiatori è fondamentale una sinergia strettissima con la Banca d’Italia, l’Ivass, e il Tesoro e mi impegno affinché questa sinergia funzioni fin da subito». Nel manifesto di Nava si segnala il riferimento al passato delle «Consob eccezionali» dei tempi di Tommaso Padoa-Schioppa e di Luigi Spaventa. L’assenza di un accenno alla presidenza Vegas è voluto. Dall’intervento di Nava emerge l’impronta europeista del prossimo presidente di Consob, che ieri ha incassato il parere favorevole delle Commissioni finanze e attende il decreto di nomina da parte del Quirinale. «Si può fare di più e meglio» per l’internazionalizzazione della Consob, che dovrà avere un ruolo di maggiore importanza in sede europea. Le ragioni di Nava sono semplici: essere un «rule maker», cioè partecipare alla creazione di una norma, e non un «rule taker», ossia semplicemente accettare una regola già decisa da altri. A ottenere il via libera parlamentare ieri è stato anche Paolo Ciocca, designato per il ruolo di commissario di Consob. Contro queste due nomine hanno votato i 5 Stelle.

Andrea Ducci

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