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Professionisti al tavolo per le misure di rilancio

Professionisti al tavolo per le misure di rilancio
Stati generali. Ieri la manifestazione organizzata dal Cup e dalla Rete professioni tecniche Il ministro Catalfo: più spazio a interventi di welfare delle Casse – Miani: meno burocrazia

Professionisti invitati a Palazzo Chigi per confrontarsi su idee e proposte per il rilancio del Paese anche in vista degli Stati generali dell’Economia annunciati dal premier Conte in questi giorni. L’impegno è stato preso dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli durante la manifestazione degli stati generali delle professioni che si è svolta ieri online. Durante l’evento il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha assicurato che il bonus di 600 euro sarà rifinanziato ad aprile e a maggio; il decreto (si veda anche la pagina precedente) è stato firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia ed ora è alla Corte dei conti. Il ministro del Lavoro, nel rispondere a una domanda diretta, si è anche detta favorevole ad ampliare le possibilità di interventi di welfare da parte delle Casse di previdenza.

Patuanelli e Catalfo hanno assicurato ai partecipanti che è nelle intenzioni del governo rafforzare le misure a tutela dei professionisti. E in merito alla lamentata discriminazione delle professioni ordinistiche rispetto agli autonomi iscritti alla gestione separata Inps – escluse dal fondo perduto e con un limite di reddito per poter accedere al bonus di 600 euro per marzo e aprile – il ministro Patuanellli sottolinea che in un momento epocale come quello che stiamo vivendo con un calo della produzione per marzo e aprile intorno ai 200 miliardi di euro sono state segnalate diverse criticità, considerando i tempi rapidi con cui sono state prese molte decisioni.

La manifestazione – organizzata dal Comitato unitario professioni guidato da Marina Calderone e dalla Rete delle professioni tecniche coordinata da Armando Zambrano – è stata anche l’occasione per parlare di temi noti ai professionisti ma rimasti irrisolti, come le tariffe, verso il cui ritorno si è detto favorevole il leader della Lega Matteo Salvini che, insieme alla presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha anche sollevato il problema della ritenuta d’acconto del 20% subita dai professionisti che in molti casi – denuncia Salvini – li fa essere sempre a credito d’imposta. «Impossibile oggi pensare di eliminarla – ammette Giorgia Meloni – ma abbiamo proposto di abbassarla al 10% per tutti e al 5% per chi ha dipendenti, così da dare ai professionisti un po’ di liquidità».

Per il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, il fatto che quasi 500mila professionisti – su un totale di 1,6 milioni – hanno chiesto il bonus di 600 euro ha fatto emergere la gravità della situazione in cui versa il Paese, dove i professionisti non raggiungono i 20mila euro annui lordi».

Sono stati oltre 500mila i contatti avvenuti sui profili social dei professionisti e degli ospiti intervenuti, sulle pagine degli Ordini aderenti alla manifestazione e, infine, sui canali di informazione. Un evento che, ha precisato il presidente del Cup Calderone non vuole mettere le professioni in contrapposizione con il governo, ma escludere i professionisti dal contributo a fondo perduto perché sono persone e non imprese senza vedere le contaminazioni che oggi ci sono tra lavoro autonomo e subordinato – aggiunge Calderone – «significa guardare il futuro con gli occhiali del passato».

Il coordinatore delle Rete Zambrano evidenzia che i professionisti sono preoccupati perché manca un progetto per il Paese, ma accanto alle idee – come quelle contenute del Manifesto delle professioni per il rilancio dell’Italia – è necessario evitare che la burocrazia finisca per bloccare tutto.

Per Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva, e Carlo Calenda, leader di Azione, la ripresa del paese – che ricorda Calenda quest’anno perderà il 13% del Pil – non può prescindere dalle professioni. Professioni che fino ad oggi – ha ricordato il presidente dei dottori commercialisti Massimo Miani – non sono state molto ascoltate, eppure «il ruolo di sussidiarietà che possono svolgere i professionisti può essere una chiave per semplificare i processi e sburocratizzare il paese».

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