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Professioni, sostegni senza lodi

Ok al superamento dei codici Ateco, ma gli importi dei contributi sono del tutto insufficienti. Necessario intervenire inoltre per garantire le giuste tutele ai professionisti contagiati dal virus, quindi non in grado di rispettare eventuali adempimenti in scadenza. È un giudizio non proprio positivo quello che le professioni hanno espresso ieri in audizione al Senato sul decreto Sostegni. Ad intervenire, tra gli altri, il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, quello dei commercialisti, Confprofessioni e i tributaristi della Lapet.

Confprofessioni. Il presidente dell’associazione Gaetano Stella ha espresso «un sì con riserva al nuovo decreto». Infatti viene giudicata positivamente «la decisione di abbandonare i codici Ateco – strumenti obsoleti che oggi non rispecchiano più la realtà delle attività economiche e professionali – che consente a professionisti e lavoratori autonomi di accedere alle risorse a fondo perduto, parametrate all’effettivo calo dei fatturati. Un cambio di rotta che va nella direzione dell’equità tra le categorie e della semplificazione delle procedure. Va però messo in campo», le parole di Stella in audizione, «un intervento perequativo a favore dei professionisti, che – a parità di danni economici subiti – hanno complessivamente ricevuto ristori notevolmente inferiori rispetto alle altre categorie».

Consulenti del lavoro. Per il Cno è intervenuto il vicepresidente Francesco Duraccio che, nel suo intervento, ha sottolineato la soddisfazione del Consiglio nazionale per il superamento del sistema dei codici Ateco. Attenzione particolare alle tutele per i professionisti malati di Covid: «È necessario prevedere l’esonero dalla responsabilità professionale per mancato adempimento, nei termini, di ogni obbligo concernente la trasmissione di atti, documenti e istanze verso la pubblica amministrazione; così come la conseguente remissione in termini, dopo la certificazione, senza alcuna intermediazione degli ordini professionali, dell’avvenuta guarigione o della cessazione delle misure di profilassi», sono state le parole di Duraccio.

Commercialisti. Anche per il Cndcec il superamento dei codici Ateco è da vedere positivamente. Il consigliere Gilberto Gelosa ha poi avanzato una proposta specifica sui contributi: «In caso di un prossimo auspicabile nuovo intervento in favore delle attività economiche in difficoltà», il pensiero espresso da Gelosa, «andrebbe determinato una sorta di conguaglio del contributo a fondo perduto spettante, che tenga conto dei contributi sinora ricevuti, in modo da riconoscere a ciascun operatore economico un importo a titolo definitivo sulla base del medesimo e più congruo criterio del calo del fatturato medio mensile del periodo da marzo a dicembre 2020 rispetto al fatturato medio mensile del 2019, senza pregiudicare la spettanza dei contributi già erogati».

Lapet. Tra le principali osservazioni dell’associazione di tributaristi Lapet ci sono il no ai beni strumentali nel fatturato, una rottamazione più ampia e il riordino dei termini di scadenza delle proroghe. Secondo il presidente Roberto Falcone «deve riconoscersi la sensibilità dimostrata dal governo nel disporre le ulteriori proroghe contenute del decreto sostegni. Tuttavia, nel procedimento di conversione o con un provvedimento dedicato, è necessario provvedere al riordino delle scadenze, per evitare ingorghi che, anche dal punto di vista pratico, renderebbero difficile l’adempimento degli obblighi».

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