28.09.2026

M&A e Credito nuovo asse per crescere

  • Il Corriere della Sera

Due anni di risiko creditizio ci hanno abituato a pesare solo le dimensioni tra le banche. In realtà contano anche le specializzazioni, la reputazione, il rapporto con le famiglie e le imprese e, prima ancora, le loro esigenze.

In pieno subbuglio di Ops e Opas, il mercato registra una mossa laterale e distintiva: il perfezionamento dell’accordo commerciale tra Equita e Bcc Iccrea che estenderà i servizi di investment banking, global markets, alternative asset management e ricerca della banca d’investimento alla rete e ai clienti del gruppo bancario cooperativo. Partnership che sarà suggellata dall’ingresso di Iccrea Banca nell’azionariato di Equita con il 15%, equivalente al 12% dei diritti di voto (il management resterà primo azionista con il 42%).Consolidamento

«È un punto di incontro tra noi e loro — sintetizza Carlo Andrea Volpe, vicepresidente esecutivo di Equita —. Noi troviamo un partner solido e credibile, che ci aiuta a fare un ulteriore passo in avanti con imprenditori e aziende. Loro invece incontrano un partner che gli permette di ampliare il rapporto con i clienti elevando ulteriormente la gamma di servizi offerti».

L’operazione vista da Equita — 114 milioni di giro d’affari e oltre 50 anni di storia alle spalle — consentirà di consolidarne il posizionamento come principale investment bank italiana, rendendola più protagonista e dunque aumentandone la visibilità nei confronti di 5,2 milioni di nuovi clienti. Dall’altro lato l’accesso a questa platea allargherà la crescita al segmento delle piccole e medie imprese. Il tutto «mantenendo intatta l’indipendenza oltre che il nostro profilo imprenditoriale, che continuerà a restare libero», precisa Volpe. I target di questa nuova collaborazione verranno annunciati da Equita nel nuovo piano industriale che verrà presentato nei prossimi mesi al mercato.Strumenti

Alla cassetta degli attrezzi di Iccrea si aggiungono così nuove competenze specialistiche per le imprese sue clienti che puntano a operazioni straordinarie, come acquisizioni, processi di crescita, passaggi generazionali. «Le nostre 111 Bcc manterranno il ruolo di banca di relazione e di prossimità, mettendo a disposizione nuovi strumenti, un numero maggiore di gestori specializzati, una più forte integrazione con i canali digitali, consentendo alle proprie imprese clienti di essere ancora più competitive nei loro mercati», spiega Mauro Pastore, direttore generale di Gruppo Bcc Iccrea, che motiva la scelta del sodalizio con la necessità — anche lui — di rafforzamento. «Come gruppo cresciamo nella tipologia e nella qualità di servizi che offriamo al retail, ma sempre più anche alle imprese. In passato le Bcc scovavano aziende, le finanziavano e quando raggiungevano dimensioni ragguardevoli le vedevano allontanarsi dal gruppo. Abbiamo scelto di allestire una struttura di finanza straordinaria, tuttavia occorreva rivolgersi a intermediari qualificati».

Il gruppo Bcc Iccrea si rivolge quotidianamente a più o meno 200 mila aziende a cui ha erogato circa 45 miliardi di finanziamenti: 5-6mila di queste hanno caratteristiche tali da spingerle – nell’arco di 5-10 anni – a richiedere i servizi offerti da una realtà come Equita. Le aree territoriali del gruppo cooperativo stanno già incontrando le aziende per illustrare i nuovi servizi e i nuovi prodotti offerti dalla banca d’affari presieduta da Andrea Vismara. «Bcc Iccrea ha deciso di aumentare i servizi offerti alle imprese più rilevanti. Ora mi aspetto che un’impresa ci consulti prima di andare altrove a chiedere sostegno per operazioni di finanza straordinaria». Un cambio di paradigma che si innesterà nel nuovo piano strategico di Bcc Iccrea e che porterà nelle sue aree di elezione 46 miliardi di nuovi crediti.